Casa del Fascio, si riparte. Dopo oltre 4 anni e mezzo di inattività, il cantiere per la realizzazione della biblioteca comunale potrà essere rimesso in moto. Venerdì pomeriggio, infatti, è stato firmato il preliminare della transazione tra il Comune di Castellammare e l’Ati Valentino-Impregiva, ditta che detiene l’appalto per i lavori, con cui era in corso un contenzioso milionario con l’ente comunale. Oltre 6 mesi di riunioni e incontri sono serviti a sbloccare l’impasse e a giungere ad un accordo transattivo tra le parti, a seguito del lavoro messo in atto dal sindaco Cimmino e dal suo vice Calì, insieme all’avvocatura e al dirigente all’urbanistica. In sostanza, il preliminare vincola le parti a giungere alla firma della transazione entro 60 giorni, dopo i quali la stessa ditta potrà riavviare il cantiere e velocizzare l’attività per la riqualificazione dell’ex Casa del Fascio e l’apertura della nuova biblioteca comunale. Un sospiro di sollievo per il Comune, che in questo modo potrà mettere a frutto i 3 milioni e 700mila euro dei fondi Piu Europa, che era necessario rendicontare in tempi brevi per evitare un salasso notevole per le casse comunali. Da agosto 2015, d’altra parte, i lavori sono fermi. E da quella data in poi, si sono succedute peripezie e tribolazioni, senza riuscire a sbloccare la situazione. I lavori di riqualificazione dell’immobile, in ogni caso, erano stati completati all’80%. L’obiettivo dell’amministrazione consiste nel tagliare il nastro entro il 2020: servirà rifare le lavorazioni ammalorate e completare i lavori non ancora eseguiti per raggiungere il traguardo definitivo.
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