Al Comune protocollata lettera con tanti quesiti. Rischi sicurezza e viabilità, tante domande alle autorità preposte.
tempo di lettura: 3 min
Fari ancora puntati sul distributore di carburante di via De Gasperi, da alcune settimane in fase di ristrutturazione in previsione di una imminente riapertura. Dopo le tante perplessità e proteste sollevate dai consiglieri comunali di minoranza e dal locale Movimento 5 stelle, nei giorni scorsi al protocollo comunale è stata consegnata una missiva molto dettagliata ed indirizzata ai diversi organi comunali interessati, nonchè alla Procura di Torre Annunziata, alla Prefettura, alla polizia ed alla guardia di finanza locale.
Si tratta di un distributore chiuso da diversi anni - il cui titolare è un aspirante Consigliere Comunale presente in una delle due liste civiche che hanno sostenuto la candidatura a sindaco di Eduardo Melisse alle elezioni amministrative del 2013 - che aveva iniziato la sua attività del 1969 a seguito di una concessione comunale. Poi, il 20 marzo 2014, venne presentata una richiesta di "esecuzione di opere di ammodernamento impianto di erogazione carburante mediante l'arretramento dell'attuale marciapiede in maniera tale da creare una piazzola di sosta per il rifornimento". Il 1 giugno 2015 il settore urbanistico ha rilasciato formale autorizzazione a tale intervento.
Le proteste, come detto, si sono mosse su diversi fronti, puntando l'attenzione sugli aspetti legati alla sicurezza dell'impianto ed ai pochi spazi disponibili per le manovre di riferimento.
L'ultima missiva, come detto, è del 11 agosto scorso, sottoscritta da due cittadini stabiesi. Appena ricevuta, l'assessore ai lavori pubblici, Antonio Sanges, pare si sia subito recato sul posto per verificare i tanti punti sollevati.
Ma ecco quello che si contesta e per il quale si chiede alle autorità preposte di verificare il rispetto della normative vigenti in materia. "Allo stato attuale - recita la missiva - risulterebbe totalmente eliminato il vecchio gabbiotto, sostituito da uno costruito ex novo, comprensivo di piccola piazzola per la sosta auto .... detta piazzola sembrerebbe avere una profondità tra mt 1,3 e 1,5 mentre la larghezza delle autovetture oscilla tra mt 1,6 e 1.9. E quindi potrebbe essere non adatta per la sosta ed il rifornimento, così come stabilito dalla delibera regionale n.85 del 6 marzo 2012. Se si fermasse un camion per il rifornimento il traffico verrebbe completamente bloccato. Inoltre, sembrerebbe non essere prevista una pista o uno spazio per lo scarico del carburante da parte delle cisterne. Le colonnine non sono provviste di tettoie, come previsto dalla legge regionale". Per cui si chiede se, nel rilasciare tale autorizzazione, si è tenuto conto di quanto previsto dal piano regolatore del comune di Castellammare di Stabia, approvato nel 2005, e che recepiva le norme nazionali e regionali in materia di "delocalizzazione dei distributori di carburante non a norma". Lo stesso piano regolatore, inoltre, stabilisce che "qualsiasi intervento di privato o pubblico di edificazione (ad eccezione di ristrutturazioni, modifiche interne e sopraelevazioni) sono soggetti a preventivo nulla osta della Soprintendenza Archeologica di Pompei". "In questo caso, essendo stato costruito ex novo il gabbiotto, era necessaria questo nulla osta?" chiedono i due cittadini stabiesi.
Altri quesiti: "i serbatoi interrati, dopo 10 anni di inutilizzo, sono idonei ad essere ripristinati ? sono stati controllati preventivamente ? "; "Il taglio del marciapiede pubblico rientra negli atti che possono firmare dirigenti e/o funzionari, o necessiterebbero di atto di giunta o di consiglio comunale?"; "Si è tenuto conto dell'interferenza delle auto in sosta per rifornimento con il passaggio pedonale?".
Ma non è tutto. L'Art. 15 della legge Regionale n.8 del 30.07.2013 prevede che "il titolare può chiedere per 6 mesi la chiusura, motivata, prorogandola per altri 6 mesi. Il Comune dovrà prendere le decisioni necessarie per la eventuale revoca dell'autorizzazione qualora non riapra". Per questo, nella missiva si chiede "Da quanto tempo è chiuso? Quante volte sono state chieste le proroghe ? Queste sono state concesse con quali atti ? Durante questi anni sono stati pagati i canoni relativi all'occupazione di suolo pubblico ? e quelli relativi alle altre tasse comunali ?".
Insomma, gli interrogativi sono tanti. Non resta che attendere le risposte.
