Al centro dei quesiti dei vendoliani la perdita dei fondi destinati al risanamento del dissesto idrogeologico.
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Dissesto idrogeologico, interrogazione consiliare di Sinistra Ecologia e Libertà. Protocollata lunedì scorso dal consigliere comunale Giuseppe Giovedi, mira a conoscere "quali iniziative l’ amministrazione intende compiere o ha già compiuto" per scongiurare rischi legati agli eventi meteorologici e "quali opere sono state compiute e quali saranno realizzate a tutela del nostro territorio e dell’incolumità di tutti i cittadini".
Una richiesta che scaturisce dall'esame delle caratteristiche geologiche e geomorfologiche del territorio stabiese che lo fanno classificare come ad alto rischio idrogeologico. Ciò, si legge nella interrogazione è "determinato anche dai numerosi rivi che, dalle zone montane e pedemontane circostanti, sfociano nello specchio di mare antistante e in situazioni metereologiche avverse hanno già costituito, come tuttora costituiscono, grave pericolo per la pubblica incolumità stante la forte fragilità geologica, idrogeologica ed ambientale delle aree da essi interessati". Nella documento si ricorda anche come "Castellammare di Stabia è stata già in passato colpita da frane anche molto violente, come quella di Pozzano del 2005. Nel 2007 il Comune di Castellammare di Stabia richiese lo stato di calamità a causa della caduta di un albero che ha interessato un treno della Circumvesuviana in data 22.01.08. Nello stesso anno vi fu una frana che ha spazzato via la strada sottostante la Reggia di Quisisana. Nel recente passato l’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia aveva già segnalato ai competenti organi regionali e provinciali numerosi episodi franosi, alcuni di notevole gravità, nonché episodi alluvionali causa di pericolo per la popolazione oltre che di gravi danni a strade, abitazioni, attività produttive".
Ma non è tutto. Nell'interrogazione, Giovedi punta il contro l'amministrazione comunale, rea di "non aver speso, perdendo così, i fondi destinati al risanamento del dissesto idrogeologico".
Un problema, quello della particolare conformazione territoriale stabiese, che già in passato è stata al centro di incontri pubblici, "con lo scopo di ottenere un coordinamento di forze finalizzato a una progettazione che consenta la definitiva sistemazione idraulica ed idrogeologica del Monte Faito e dei rivi, con l’obiettivo, quindi, di scongiurare i rischi per la popolazione ed evitare interventi tampone, costosi e non risolutivi" scrive SEL nella interrogazione. E non solo. "Il centro antico e le zone adiacenti - si legge ancora - sono state più volte inondate da fango proveniente dalle montagne sovrastanti provocando l’allagamento delle stesse, danni alle abitazioni e forte pericolo per i cittadini". Tutte questioni che hanno fatto quindi scattare l'interrogazione al sindaco Cuomo per capire cosa ha o sta mettendo in campo su questi temi l'amministrazione comunale.