L'Organismo straordinario di liquidazione ha concluso la sua prima parte di lavoro a palazzo Farnese individuando la massa passiva del Comune dopo la dichiarazione di dissesto finanziario. Superano i 26 milioni di euro i debiti dell'ente comunale che ha dichiarato il dissesto finanziario nel dicembre del 2013 quando alla guida dell'amministrazione comunale c'era l'ex sindaco del Pd Nicola Cuomo. Nelle ultime ore l'Organismo di liquidazione ha inviato la sua relazione al dirigente del settore economico Francesco Zeoli ed ha richiesto la possibilità di procedere alla liquidazione dei debiti in "modalità semplificata". Una proposta accolta da Zeoli e dal commissario straordinario Claudio Vaccaro. Per far fronte ai debiti e alla liquidazione dei creditori il Comune ha dato l'ok all'alienazione del patrimonio immobiliare di proprietà dell'ente e che non è necessario alla sua attività. Nel bilancio del 2015 c'è già una voce che fissa a 8 milioni di euro le entrate che dovranno derivare dalla dismissione di beni. Ma la richiesta dell'Organismo di liquidazione prevede anche l'ipotesi che il Comune chieda l'accensione di un mutuo alla Cassa depositi e presti oppure ad un altro istituto di credito. Un prestito alle banche che poi ricadrà tutto sulle tasche dei cittadini stabiesi.Una vera rogna se si pensa che le aliquote delle tasse sono già alle stelle ed il tasso di disoccupazione a Castellammare è sempre più alto. E pensare che proprio prima dell'approvazione del dissesto finanziario in consiglio comunale gli stessi revisori dei conti reputarono questa scelta azzardata e non necessaria: per coloro che erano deputati il controllo dei bilanci bastava, così come per l'opposizione di centrodestra, varare un piano di rientro decennale. Intanto dal settore Economico è stato fatto presente che si dovrà dare impulso all'accertamento dei crediti e quindi alla lotta all'evasione dei tributi.