Un debito fuori bilancio da 2 milioni di euro per i disastri relativi ai lavori delle Stimmatine. Approderà in consiglio comunale lunedì un provvedimento che l’assise dovrà discutere e approvare per chiudere una partita che narra di uno scempio messo in atto nell’ultimo decennio di amministrazione. Risale al 2010, infatti, la sentenza del tribunale che riconosceva alla società Penzi il risarcimento dei danni per l’appalto relativo alla costruzione del Palazzo delle Stimmatine, incluso tra le opere del Piu Europa. Uno spreco di fondi europei risalente alle amministrazioni che hanno preceduto quella attuale, mai intervenute per sanare una vicenda che nasce da una quantità notevole di errori amministrativi che non sono stati sanati. Il protrarsi dei tentennamenti su quel debito, infatti, ha prodotto soltanto un incremento della mole debitoria da sanare: un problema che negli ultimi anni è stato affrontato dal settore finanze e dal settore avvocatura dell’ente, su indirizzo del sindaco, per chiudere i conti con i debiti del passato e risanare le casse comunali, gravate nell’ultimo decennio non solo dal dissesto finanziario ma anche dai debiti accumulati per le vicende relative a Sint, Asam, Ego Eco e Palazzo Di Nola. Una mole debitoria che ha raggiunto importi superiori ai 20 milioni di euro e che oggi grava come un macigno sulle spalle di un Comune che intanto si è lasciato alle spalle lo strazio del dissesto e che pian piano sta risolvendo le sue vecchie pendenze. Debiti che, come troppo spesso accade, si sono rivelati un autentico salasso per i cittadini stabiesi.
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