Era stato accusato di fare jogging mentre per il Comune doveva restare a casa per immunodepressione. Per queste ragioni, un dipendente del Comune di Castellammare di Stabia, nell’ottobre del 2020, aveva subito una sospensione di una settimana dal lavoro con relativa decurtazione dello stipendio.
A distanza di 15 mesi, il Tribunale di Torre Annunziata, rivolgendosi all’Ente Comunale ed in particolare ai Dirigenti coinvolti nella vicenda così si è letteralmente espresso: “Vulnerato da plurime violazioni formali e procedurali sostanzialmente interferenti in negativo con il diritto di difesa dell’incolpato, l’iter attivato dalla P.A. resistente sfocia in una sanzione disciplinare di impossibile inquadramento regolamentare, incoerente nel suo patologico dinamismo accusatorio, basata su contestazioni in fatto ondivaghe e rimaste indimostrate”.
Dunque per i giudici il dipendente, tra l’altro soggetto “fragile” per le sue irreversibili patologie, ha subito l’infamante sospensiva dal lavoro. «Il C.S.A. Sindacato Autonomo esprime la sua solidarietà al dipendente ed in tal senso lo candida alle prossime elezioni rsu all’interno del Comune di Castellammare di Stabia».
Per lo stesso sindacato, inoltre, «si è trattato veramente di una caccia alle streghe. Grazie a questa sentenza, il dipendente A.D. troverà ristoro delle decurtazione economiche che a suo tempo gli furono addebitate ingiustamente riappropriandosi della dignità di lavoratore onesto».