Lettera aperta firmata da Flavio Di Martino e Catello Polito, due ex sindaci di Castellammare di Stabia.
L’invito che, segnato dallo stimolante e coinvolgente slogan “voglio dire la mia“, ci è pervenuto tramite il moderno postino mediatico non può rimanere, come d’obbligo, senza risposta e ci induce a DIRE LA NOSTRA.
Lo facciamo senza nessuna voglia di fare i soloni e con l’unico scopo di concorrere alla costruzione di una risposta seria, concreta e motivata alla impellente esigenza di riaprire, per gli stabiesi, le porte della speranza e della convinzione che la Città può ritornare ad essere quella che c’era una volta.
Lo diciamo fugando la dolce e fuorviante chimera dell’illusione; rimanendo con i piedi per terra, lasciando la testa al suo posto e con gli occhi aperti sullo scenario che, impietoso, sottopone, non solo al nostro sguardo, il malessere di una Città divorata da una crisi senza precedenti, indebolita nelle sue strutture portanti e ridotta allo stato di cenerentola dal triplice susseguirsi di Amministrazioni che alla luce dei fatti, e non solo dei fatti, saranno ricordate come fallimentari, inadeguate e dannose.
Con questa premessa riteniamo di poter dare il via al colloquio con un nostro immaginario interlocutore nel quale identificare, con il rispetto avvertito per il suo pensiero e per le sue personali convinzioni, ogni nostro concittadino.
Per prima cosa lo invitiamo a prendere nota che al di fuori della candidatura di Salvatore Vozza a Sindaco di Castellammare di Stabia; candidatura che sarà ufficializzata nel corso della odierna manifestazione pubblica, c’è solo quella resa nota dall’apparato Grillino il cui spirito critico e anticonformista è da considerarsi un bene e non un male.
Oggi non vi è altro competitore da valutare, senza pregiudizi e senza offesa per nessuno, in termini di paragone; e se domani ci sarà non potrà che venirne fuori, per quanto ci riguarda, l’apprezzamento per l’ampliamento del confronto delle idee e della competizione elettorale.
Tanto perché le considerazioni che siamo portati a fare riguardano, in esclusiva, la Città e gli uomini di cui ha bisogno per essere amministrata e servita nel suo solo e unico interesse.
Uomini capaci di appendere alla gruccia la propria casacca politica e di sostituire la propria bandiera con il Gonfalone stabiese; per affermare senza folgorazioni e senza abiure, in maniera visibile e credibile, il proprio, vero amore per la Città e i suoi cittadini, uomini e donne, giovani e anziani.
Uomini che siano anche dotati di coraggio, di quello necessario per affrontare le tremende problematiche che sono in lista d’attesa sul tavolo della prossima Giunta; uomini che abbiano doti e requisiti per avviare e alimentare rapporti, non solo istituzionali, con i centri del potere periferico e centrale; rapporti che diventano fruttiferi nella misura in cui sono sorretti da quella che, in ogni cosa, costituisce un valore aggiunto: l’esperienza.
Questo il nostro Identikit per la guida di una Città in emergenza sociale, economica e umanitaria; un identikit al quale, come siamo convinti, non è difficile trovare corrispondenza nell’ampio serbatoio delle intelligenze indigene.
A questa convinzione non possiamo non aggiungerne un’altra, e lo diciamo senza perifrasi, alla luce di quanto vissuto, in prima persona, da uno di noi in quanto costituisce il classico Punto in più.
Ed è che il secondo mandato per chi ha rivestito già la carica di Sindaco risponde meglio e di più agli interessi della Città, specie se sorretto dal consenso di forze moderate e di centro, come quelle che si preparano, anche con rappresentanze civiche e sociali, a sostenere, nella prossima campagna elettorale, la candidatura di Salvatore Vozza.
Bene; lo dicevano anche i latini: Repetita iuvant!
24 Aprile 2016
Flavio di Martino e Catello Polito
già Sindaci di Castellammare di Stabia