Una tattica che riporta indietro di oltre duemila anni. Dinanzi alla triplice opzione tra azzeramento della giunta, dimissioni e formazione di una “giunta di minoranza”, il sindaco Antonio Pannullo, consapevole che nessuna di queste soluzioni lo salverebbe dal baratro, ha preferito non agire, bloccando di fatto la macchina amministrativa per un'altra settimana, l'ennesima, dopo mesi di inerzia politica. Una tattica attendista, dunque, con l'obiettivo preciso di sfiancare le reisistenze altrui e di arrivare alla decisione finale con qualche garanzia in più rispetto all'attuale stato di cose, che lo vedrebbe ormai prossimo a dire addio a Palazzo Farnese. In fondo, dato che la sfiducia che non si concretizzerà prima dell'annuncio della giunta, tanto vale prendere tempo, avrà pensato il buon Pannullo, che ha approcciato la sua settimana di passione dedicandosi alla normale routine e dimenticando per un po' la crisi politica e la situazione di stallo amministrativo che coinvolge il Comune di Castellammare di Stabia, quasi fosse un aspetto marginale in relazione, ad esempio, all'approdo nel porto dell'Amerigo Vespucci. Eppure già ai tempi dell'Antica Roma qualcuno aveva adottato una tattica simile. L'atteggiamento di Pannullo rievoca infatti la strategia militare del dittatore Quinto Fabio Massimo, soprannominato non a caso “Il Temporeggiatore”, che durante la seconda guerra punica, portò l'esercito romano, fortemente indebolito dalle precedenti disfatte, su luoghi impervi ma non lontano dal nemico, in modo tale da evitare sia la fuga sia lo scontro frontale. Una tattica vincente, a conti fatti, perché l'imperioso esercito di Annibale ne uscì logorato, ma la non belligeranza del dittatore romano lo rese impopolare al punto da non garantirgli la riconferma. Mentre però in quell'occasione il temporeggiamento fu il frutto di un acume tattico degno di un grande generale e si rivelò propizio, l'eccessivo indugio di Pannullo sembra piuttosto l'emblema di una confusione totale, che si traduce nella decisione di “non decidere”. E con una classe politica che si trincera nei corridoi di palazzo e un sindaco che si rinchiude nel silenzio, a pagare il prezzo più salato, come al solito, sono gli stabiesi.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.