Castellammare ha finalmente il suo sindaco. Antonio Pannullo ha prevalso al ballottaggio contro lo sfidante Gaetano Cimmino e indosserà la fascia di primo cittadino stabiese, raccogliendo la complessa eredità lasciata da Nicola Cuomo, la cui esperienza amministrativa si era conclusa in ampio anticipo. Pannullo ha ottenuto il 57,15% (11.249 voti) delle preferenze contro il 42,85% (8.435 voti) del suo sfidante, confermando di fatto il divario che già aveva accumulato in occasione del primo turno delle amministrative. La sua scalata verso Palazzo Farnese inizia da molto lontano. Dopo aver ricoperto gli incarichi di tesoriere e consigliere comunale, Pannullo è stato scelto come capogruppo del Pd nel 2010 con l'obiettivo di rimettere insieme i cocci di un partito sgretolato dalle vicende nefaste che avevano caratterizzato l'anno precedente, in primis l'agguato di camorra che è costato la vita a Gino Tommasino. Le doti diplomatiche e la competenza dell'attuale sindaco di Castellammare hanno costituito un toccasana per il Pd, ritrovatosi più saldo e coeso di prima al punto da riprendersi Palazzo Farnese sotto la guida di Nicola Cuomo. La fine anticipata dell'ultima esperienza amministrativa, tuttavia, aveva lasciato strascichi pesanti, frammentando il Partito Democratico in diverse correnti contrapposte e rendendo estremamente difficoltosa la scelta del candidato. Al termine di un lungo percorso moderato dal triumvirato composto da Gennaro Migliore, Mario Casillo e Gianluca Daniele, la scelta è ricaduta su Antonio Pannullo, la cui nomina, voluta fortemente dai vertici nazionali e regionali del Pd, ha riunito tutte le componenti in disaccordo, accrescendo ulteriormente la potenza di fuoco di quello che il 5 giugno scorso si è confermato nuovamente il primo partito della città. Il suo avversario Gaetano Cimmino ha provato in ogni modo a contrastarne l'egemonia, giocando d'azzardo e risultando fin troppo ardito agli occhi dell'elettorato, che ha ampiamente disertato le urne come emerge dal dato dell'affluenza, ferma al 37,52% (20.467 votanti su 54.533 aventi diritto, 148 schede bianche, 635 schede nulle). La promessa di restituire agli stabiesi la villa comunale completa in trenta giorni e di affidare l'assessorato alla Cultura a Vittorio Sgarbi non è bastata per convincere i cittadini a contribuire alla rimonta e a consegnargli la fascia da sindaco. Cimmino guiderà dunque un'opposizione molto variegata, di cui faranno parte anche tre rappresentanti del Movimento Cinque Stelle e due componenti della coalizione PerCastellammare guidata da Salvatore Vozza. Il Pd porterà in consiglio comunale ben sei rappresentanti della sua lista, unico partito in grado di resistere all'impetuosa scalata delle civiche e dei grillini, ma dovrà far fronte alla presenza nella maggioranza di ben nove componenti delle civiche, con cui una pacifica convivenza sarà determinante per non interrompere anzitempo il mandato. La governabilità rappresenterà dunque la priorità della prossima amministrazione, che necessita di una maggioranza coesa per poter programmare la rinascita di Castellammare e far combaciare tutti i tasselli di un puzzle più frammentario che mai, consentendo così agli stabiesi di guardare con rinnovato ottimismo al futuro.