Qualcuno le etichetta come "vendette trasversali". Per colpire il sindaco Cuomo, dicono, si attacca chi gli è fedele.
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Il crac della partecipata Terme di Stabia rischia di trasformarsi in una bufera giudiziaria che potrebbe scuotere anche palazzo Farnese, oltre gli ex amministratori e revisori dei conti della società. Nelle ultime ore i consiglieri del Pd Rodolfo Ostrifate e Francesco Iovino hanno depositato al commissariato di Ps di Castellammare un faldone composto dal piano di concordato (poi rigettato dal tribunale di Torre Annunziata) e da atti relativi alle azioni di responsabilità contro gli ex manager e ex membri del collegio sindacale. Si tratta dei documenti richiesti da Iovino ed Ostrifate sulla vicenda Terme tramite un accesso agli atti al Comune: una volta ricevuti i documenti sono stati trasmessi ai poliziotti del commissariato di Ps e alla Procura di Torre Annunziata che valuterà se aprire o meno un'inchiesta. Un'inchiesta che potrebbe seguire due direttrici. Quella relativa al fallimento, ovvero sul perchè ex amministratori e revisori dei conti avrebbero indugiato, dal 2008 in poi, nel mettere freno alla grave situazione finanziaria della società partecipata portando conseguenze e danni per i creditori. Insomma se si fosse proceduto alla messa in liquidazione della partecipata già negli anni passati il buco in bilancio sarebbe stato sicuramente meno grave. Il secondo filone potrebbe essere quello che segue la lentenzza del Comune nel predisporre le azioni di responsabilità anzi di averle volutamente ritardate dando modo a qualche ex amministratore di spogliarsi del proprio patrimonio. Un freno alle azioni di risarcimento raccontato tappa per tappa anche dall'avvocato delle Terme Massimo Ostieri nell'aula Falcone e Borsellino durante una delle ultime riunioni dell'assise comunale. Sarebbero gravi le ipotesi di reato che si profilerebbero qualora la denuncia di Iovino e Ostrifate dovesse trasformarsi in una inchiesta dei pm oplontini: abuso d'ufficio e omissioni di atti d'ufficio. Ovviamente il tutto è ancora in fase embrionale, ma quel che è certo è che la denuncia dei due consiglieri Pd mette in imbarazzo anche il primo cittadino stabiese che - oltre alla moglie di un ex amministratore - ha avuto in giunta per più di un anno proprio un ex direttore generale della partecipata. Aveva assicurato fermezza con gli ex amministratori che hanno provocato il crac delle Terme, mentre in realtà il pugno duro al momento è stato usato solo contro gli ex vertici della partecipata Multiservizi.