Dopo la dimostrazione di forza della maggioranza del sindaco Luigi Vicinanza nel consiglio comunale di ieri, arriva una battuta d’arresto che apre nuovi interrogativi sull’effettiva compattezza della coalizione. Questa mattina, in commissione statuto e regolamenti, la mancanza del numero legale ha bloccato i lavori, facendo emergere potenziali crepe interne alla maggioranza. L’assenza di quattro consiglieri della squadra dei Vicinanza ha costretto il presidente della commissione a rinviare la seduta. La riunione, convocata per affrontare il tema spinoso dei dehors, ha visto l’opposizione di centrodestra optare per una scelta politica chiara: non garantire il numero legale. "La minoranza di centrodestra ha deciso di non garantire il numero legale perché questa maggioranza è irresponsabile", ha dichiarato Antonio Alfano, consigliere di opposizione. "Quella che Vicinanza ha definito maggioranza granitica appena ieri in aula, ha dimostrato non solo di dissolversi, ma anche di non avere a cuore le sorti della città e di non voler risolvere una problematica molto seria come quella dei dehors", ha aggiunto il consigliere di minoranza. La mancata approvazione del regolamento sui dehors, un tema che coinvolge decoro urbano, attività commerciali e spazi pubblici, rappresenta un ulteriore tassello di criticità per l’amministrazione. Solo ieri, Vicinanza aveva definito la sua maggioranza "granitica" durante il consiglio comunale, ma il risultato in commissione rischia di mettere in dubbio questa affermazione. Una fetta di opposizione, rafforzata da questo scenario, ha colto dunque l’occasione per incalzare ulteriormente l’amministrazione attraverso le parole di Alfano. Sullo sfondo, resta la questione connessa ad un regolamento atteso per incidere direttamente sul tessuto sociale ed economico della città. Il rinvio della commissione segna un primo punto critico per la tenuta politica della maggioranza. La mancata coesione interna potrebbe anche diventare un fattore per aprire nuove fratture e compromettere la capacità di portare avanti un’agenda politica coerente e condivisa.
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