Fischiati anche alcuni consiglieri comunali di minoranza che si sono uniti al corteo.
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Dopo il fallimento dell'azienda l'ultima chance per rilanciare il termalismo a Castellammare è quella di affidare l'elaborazione di un piano alla Sint, la partecipata comunale che controlla il patrimonio immobiliare del Solaro e gestita dall'amministratore unico Biagio Vanacore. E' questo, in sintesi, il pensiero dei lavoratori termali e dei loro rappresentanti sindacali. Le organizzazioni sindacali vedono di buon occhio la proposta, approvata in un documento nell'ultimo weekend nella sede del Pd stabiese: in sostanza, il consiglio comunale dovrebbe approvare un atto di indirizzo alla Sint (da stilare in seno al gruppo consiliare dei democratici e da estendere alle altre forze politiche) in modo tale da conferire una ‘delega' all'amministratore Vanacore per il rilancio delle attività termali attraverso le Nuove e le Antiche Terme. All'atto primo andato in porto alla sede dei dem di corso Vittorio Emanuele ora devono seguire i fatti. Ma questa mattina a farla da padrona è stata la tanta rabbia e amarezza tra i rappresentanti sindacali scesi in piazza a manifestare insieme ai termali supportati da studenti, rappresentanti della Curia e dell'associazionismo. A finire nel mirino dei cori dei manifestanti il sindaco Nicola Cuomo, contestato duramente dal corteo che si è snodato tra le principali strade della città dove anche i commercianti stabiesi in segno di solidarietà hanno abbassato le saracinesche. La manifestazione è partita dallo stabilimento delle Nuove Terme per attraversare il viale Europa, viale Libero d'Orsi, piazza Spartaco fino ad arrivare a palazzo Farnese passando per Corso Vittorio Emanuele. Tanti i mugugni tra i lavoratori quando al corteo si sono uniti alcuni consiglieri comunali di opposizione che hanno voluto manifestare insieme ai lavoratori. "Il fallimento è stato sancito ed ora c'è il grande problema della disoccupazione, ma nessuno si muove - ha detto Luigi Natale (Uiltucs) - Per questo alla manifestazione dei lavoratori la presenza della politica non ha senso. Questi politici non hanno mai speso una parola buona per noi e per le Terme. No alla campagna elettorale sulla pelle dei lavoratori". "La risposta della città è stata massiccia, ci sono rappresentanti di altre realtà in crisi, gli studenti ahimè anche alcuni politici - ha dichiarato Filippo Criscuolo (Filcams-Cgil) - Adesso dobbiamo dire no alla speculazione della politica sulla vertenza dei lavoratori di Terme".