Ancora caos per le opere pubbliche inserite nel PIU Europa. A tornare alla ribalta ora è il cantiere su Corso de Gasperi, dove i lavori erano stati ufficialmente completati alla fine di marzo. Una serie di errori, infatti, è stata evidenziata dal collaudatore, che ha deciso pertanto di non concedere la sua approvazione, motivo per cui il Comune ha imposto un termine alla ditta per rimediare alle lacune emerse a conclusione dell'opera. Tra le innumerevoli mancanze e imprecisioni evidenziate, emergono in particolare il dislivello in diversi punti della pavimentazione stradale, la mancata rimozione di residui di cemento, l'errata disposizione degli alberi, la mancata installazione di arredi pubblici (panchine, fontanine, pensiline), la piantumazione di verde diverso rispetto a quello previsto nel capitolato d'appalto. L'amministrazione comunale, pertanto, ha deciso di imporre una scadenza alla ditta, fissata al 31 maggio, per porre rimedio alle contestazioni mosse dal collaudatore, congelando intanto il pagamento di circa 700mila euro che ancora deve corrispondere alla ditta e ipotizzando sanzioni per il mancato rispetto dei termini contrattuali, motivo per cui è altamente probabile che una grossa fetta di quei soldi sarà trattenuta dall'Ente, decurtata dalla cifra non ancora versata. I lavori su Corso de Gasperi hanno richiesto un investimento di circa 4 milioni di euro e hanno prodotto poche migliorie alla lunga striscia di costa che si estende fino alla periferia nord della città. Dal progetto iniziale, infatti, sono state escluse le due piazze che dovevano essere realizzate in corrispondenza di Marina di Stabia e del rivo San Marco né sono stati messi a punto i giochi d'acqua nei pressi della fermata dei treni della Ferrovia dello Stato. La novità principale riguarda la realizzazione della pista ciclabile, anch'essa al centro di una contestazione per alcuni ipotetici errori. Il cantiere era già finito nell'occhio del ciclone nel mese di ottobre 2016, quando i carabinieri si presentarono al Comune per acquisire gli atti e la documentazione del progetto per la riqualificazione dell'area che avrebbe dovuto costituire un'ideale prosecuzione sul lungomare della villa comunale fino al porto turistico di Marina di Stabia. Gli inquirenti ascoltarono i funzionari del settore Lavori Pubblici allo scopo di stabilire se il progetto avesse subito delle varianti non autorizzate e di individuare i responsabili qualora fossero confermati i sospetti.
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