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Castellammare - Consorzio di Bonifica, dove sono le opere previste ?

Il Consorzio diveva realizzare opere di bonifica di buona parte delle province di Napoli e Salerno, canalizzare le acque piovane e occuparsi di periodiche opere di manutenzione dei canali per evitare allagamenti.

tempo di lettura: 2 min
di Raffaella Drammatico
17/10/2015 17:39:04
Castellammare - Consorzio di Bonifica, dove sono le opere previste ?

Non va giù a nessuno l’idea di dover pagare una tassa per il Consorzio  di Bonifica dell’Agro- Nocerino- Sarnese. Non va giù a nessuno soprattutto l’idea di dover pagare una tassa per un servizio nei fatti non svolto. E i continui allagamenti dovuti allo straripamento del fiume Sarno ne sono la lampante dimostrazione.  

Il Consorzio ero nato nel 1933 con la finalità di realizzare opere di bonifica di buona parte delle province di Napoli e Salerno, canalizzare le acque piovane e occuparsi di periodiche opere di manutenzione dei canali per evitare allagamenti.

Solo sulla carta, però. La realtà invece parla di un Consorzio che ormai ha ben poco di cui occuparsi sul territorio. La situazione urbanistica negli anni è molto cambiata, i canali sono stati utilizzati per altri scopi se non addirittura coperti. Una legge del 1994, la legge Galli, ha poi introdotto il sistema idrico integrato, affidando la gestione del sistema fognario e della depurazione agli ambiti territoriali ottimali. Il sistema di depurazione delle acque reflue è oggi gestito dalla Gori.

Nonostante questo, pero, il Consorzio conta oggi quasi 200 dipendenti ed incassa 50 milioni d’euro all’anno.

Alcuni Comuni dei Monti lattari sono  riusciti ad uscire dal Consorzio, altri lo faranno nei prossimi mesi. La bolletta continua ad arrivare nelle case degli stabiesi ed oscilla tra i 50 e i 1000 euro, cifra destinata anche ad aumentare.

Da qui le proteste. “La finalità del tributo è legata ad una prestazione non svolta da più di 10 anni - commenta Luigi Greco, esponente di Città Futura - e’ ingiusto continuare a chiederne il pagamento a migliaia di stabiesi. Inoltre, con il nuovo piano di classificazione, nel futuro, ci troveremo a pagare un importo maggiorato, dato che alcuni Comuni hanno ottenuto l’uscita dal Consorzio, aggravando in proporzione i costi del Consorzio sui residui contribuenti. Nei prossimi mesi intraprenderemo ogni azione volta ad eliminare questa ingiustizia per cittadini e imprese stabiesi.”

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