«La maggioranza non ha un progetto concreto per il rilancio del termalismo stabiese». A dirlo è all'unisono la minoranza in consiglio comunale che ha criticato aspramente la maggioranza di Gaetano Cimmino, colpevole a suo dire di non aver lavorato ad un piano per Terme di Stabia in questi cinque mesi di governo. Critica è soprattutto la posizione di Francesco Iovino, Tonino Scala e Andrea Di Martino che, a causa dell'inefficienza dell'amministrazione, hanno deciso di non votare il provvedimento per la variazione di bilancio.
«Il sindaco parla di apertura delle Antiche Terme in occasione di Natale. Mi viene sorridere visto il modo con il quale sono stati condotti i lavori per la definizione del calendario - tuona Francesco Iovino del Partito Democratico -. Mi sembra una spiegazione assurda. Ora ci dice che i privati devono indagare quale sarà il percorso che l'amministrazione dovra intraprendere, io sono fortemente contrario. Noi da anni combattiamo per Terme di Stabia, dall'amministrazione Cuomo dove noi mandammo a casa il nostro sindaco sul tema termalismo. Sappiamo bene le difficoltà di cui parla il primo cittadino. Mi sembra anche strano che Sica ha dichiarato di essersi confrontato con i consiglieri comunali di maggioranza. Ma chi sono questi consiglieri? Ogni volta che noi abbiamo chiesto loro un piano per Terme, in Commissione Bilancio e in conferenza di capigruppo, non sapevano mai nulla». «Visto che sono stati mandati a casa due sindaci, è arrivato il Commissario che ha deciso di mettere in liquidazione la Sint anche se noi del Partito Democratico eravamo contrari. Quando noi portammo in assise questi argomenti il sindaco, all'epoca opposizione, decise di non votare».
In coro Tonino Scala e Andrea Di Martino si sono soffermati sull'incapacità «della maggioranza Cimmino di proporre delle iniziative serie per rilanciare le Terme di Stabia». Vista l'incosistenza delle proposte, a loro dire, hanno infatto richiesto un nuovo consiglio comunale dove portare effettivamente delle proposte da analizzare e successivamente votare. Ed è per questo motivo che hanno deciso di abbandonare l'aula al momento della votazione sulla variazione di bilancio necessaria per eliminare il debito con Mps che doveva essere saldato nel mese di settembre scorso.
«Non condivido la decisione della maggioranza di portare oggi in aula la variazione di bilancio - spiega invece Massimo De Angelis -. Bisognava chiedere con forza a Mps di posticipare il pagamento. Noi abbiamo un'idea diversa del termalismo: bisognava procedere prima con la vendita dei beni non strategici della Sint così da poter avere dei fondi disponibili utili a saldare i debiti. Il concordato, così come è stato strutturato, secondo i nostri calcoli, dovrebbe costare circa 300mila euro al Comune di Castellammare fra commercialisti e avvocati. Noi siamo ovviamente contrari a questa decisione. Sono d'accordo invece con il sindaco per quanto riguarda la questione delle Antiche Terme: è lì che si deve fare termalismo. Il complesso del Solaro deve essere utilizzato in maniera diversa».
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