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Castellammare - Consiglio comunale ancora in remoto, la minoranza scrive al Prefetto: «Disattesi gli accordi»

Chiedono svolgimento in presenza con tamponi rapidi ai consiglieri. In alternativa, eliminare dall'ordine del giorno la votazione per l’elezione del presidente del collegio dei revisori dei conti.

tempo di lettura: 2 min
28/04/2021 16:24:44
Castellammare - Consiglio comunale ancora in remoto, la minoranza scrive al Prefetto: «Disattesi gli accordi»

Il consiglio comunale con all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio preventivo e l’elezione del presidente del collegio dei revisori dei conti è stato convocato, dopo un primo rinvio, per il prossimo 4 e 5 maggio in videoconferenza. Per questo secondo punto, per garantire la riservatezza del voto, il Comune si è dotato di un software specifico.

Ma i consiglieri comunali di minoranza non ci stanno e scrivono al Prefetto di Napoli, Marco Valentini, al segretario Comunale Loredana Lattene ed al presidente del consiglio Vincenzo Ungaro, contestando sia la convocazione del consiglio in modalità remote, sia l’adozione di un software non certificato e regolamentato.

«La conferenza dei capigruppo – ricordano le opposizioni consiliari - aveva precedentemente concordato di tenere la sessione di Bilancio in presenza per i giorni 26 e 27 aprile, trattandosi di argomento delicato, il cui esame e voto in videoconferenza poteva arrecare difficoltà allo svolgimento pieno e libero delle facoltà concesse ad ogni singolo consigliere.  Nello spostare lo stesso consiglio al giorno 4 e 5 maggio, la conferenza dei capigruppo aveva  convenuto  comunque di valutare le modalità di svolgimento, anche sulla base dell’andamento epidemiologico in città. Considerato che siamo in zona gialla e che non risultano picchi di contagio negli ultimi giorni, non si comprendono le ragioni per cui si è deciso di convocare in videoconferenza il consiglio, senza una riconvocazione della conferenza dei Capigruppo».

«Accogliamo con sorpresa e grave preoccupazione la possibilità che un voto segreto si possa svolgere e garantire con una piattaforma web non meglio certificata – proseguono - Senza che questo sia stato preventivamente vagliato da ogni singolo consigliere e soprattutto senza che un regolamento, una norma anche di tipo statutario introduca la possibilità del voto segreto a distanza. La segretezza del voto non esiste  senza un quadro normativo di riferimento, senza alcuna garanzia e con certificazioni emesse da privati di cui si ignora l’autorevolezza».

Proprio per questo, chiedono «che si modifichi la modalità di svolgimento del consiglio da videoconferenza a seduta in presenza, assumendo tutte le precauzioni di distanziamento e di tampone rapido preventivo atte a garantire la sicurezza, e al limite prevedere come eccezione la possibilità di collegamento a distanza per eventuali consiglieri positivi al Covid 19. In subordine, qualora questa prima istanza non fosse accolta positivamente , cassare il punto all’ordine del giorno: elezione del presidente del collegio dei revisori dei conti, perché la modalità di voto indicata non da nessuna garanzia di segretezza senza un quadro normativo di riferimento».

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