Nuovo capitolo della saga che vede contrapposti i sindacati dei netturbini - Fiadel e Uil - ad Am Tecnology, la società che gestisce la nettezza urbana a Castellammare. Nei giorni scorsi i rappresentanti di categoria avevano infatti chiesto all'azienda di poter prendere visione del nuovo programma di raccolta delle utenze commerciali al via il 18 marzo: la risposta della ditta non ha tuttavia soddisfatto le segreterie territoriali.
Nel documento, firmato dal direttore tecnico Gaspare Galasso, Am assicura che né le ore né l'organizzazione del lavoro degli operatori abbiano subito modifiche (in accordo con le 'Buone Pratiche' del sistema lavorativo) e che il nuovo schema «risponde alle esigenze di prosecuzione strategica delineata».
Una comunicazione tardiva e contraddittoria, secondo la controreplica dei sindacati, che non hanno mancato di dare voce alle proprie motivazioni con una nuova nota dai toni aspri nei confronti della società scafatese. «Si afferma - recita il documento redatto dai segretari territoriali di Fiadel e Uil, Francesco Gargiulo e Pietro Paolo Somma - che sarà prevista una nuova soluzione organizzativa, ma che questa non avrà riflessi sull'organizzazione. Appare del tutto palese la contraddizione».
«E se l'organizzazione viene modificata, questa costituisce oggetto di esame congiunto». Proprio il principio alla base della richiesta delle sigle sindacali, le quali avevano già chiesto in prima battuta di poter incontrare i vertici dell'azienda.
Alla stessa nota di Am Tecnology, peraltro, sarebbe anche stata allegata la nuova programmazione prevista per i circuiti di raccolta. «Alle scriventi organizzazioni sindacali - incalza la nota - è risultato sufficiente confrontarla con quella in essere, per evidenziare sostanziali modifiche, prime tra tutte, la riduzione delle zone. È infatti grottesco comunicare l'assenza di modifiche allegando un documento che afferma proprio il contrario».
Oggetto dell'ilarità dei sindacalisti anche l'utilizzo delle 'Buone Pratiche', «una specifica metodologia per la misurazione e la valutazione del carico di lavoro mentale, oggetto principale di tale norma», precisano Fiadel e Uil. Nulla a che vedere, quindi, con la movimentazione dei rifiuti, che non avviene naturalmente mediante la forza del pensiero ma con quella fisica.
I rappresentanti di categoria dei netturbini hanno pertanto sollecitato Am Tecnology all'organizzazione di un tavolo, ricordando come i sindacati abbiano «il diritto di accedere a tutti gli atti relativi alla sicurezza e che tra questi, ineludibilmente, sono ricompresi anche i carichi di lavoro. Ovviamente l'eventuale rifiuto a produrre la documentazione richiesta - conclude la nota - non potrà che essere considerato come prova della relativa inesistenza».
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