Concessioni delle acque minerali: ok al pagamento dei canoni alla Regione per il 2016. In totale Palazzo Farnese verserà 6750 euro per tre concessioni originariamente nelle mani di Terme di Stabia spa, partecipata fallita lo scorso anno. Lo sfruttamento riguarda le acque del “Gruppo Stabiano”, del “Gruppo Vanacore” e dell’“Acqua della Madonna”. Per il primo gruppo il Comune è in attesa dell’approvazione del nuovo Piano di settore: la Regione potrebbe anche pubblicare un bando pubblico per assegnare le concessioni. Dunque è sempre attuale per la città di Castellammare il rischio di perdere delle importantissime quanto storiche concessioni. Senza contare che stanno per partire, per quanto concerne l’Acqua della Madonna, i lavori di manutenzione dei locali dove si trova la sorgente. L’Acqua della Madonna rappresenta la sorgente più conosciuta delle quasi trenta sorgenti presenti sul territorio, e sino a due decenni fa era venduta sia in Italia sia all’estero. L’acqua è apprezzata non solo per il suo sapore ma anche perché, a differenza delle altre acque, riesce in maniera naturale a mantenere inalterate per lungo tempo le caratteristiche organolettiche: per questo motivo era utilizzata dagli antichi navigatori che portavano con loro scorte d’acqua da utilizzare nei lunghi viaggi marittimi. Per oltre cinquant’anni a gestire la sorgente è stata la società Iamm (Imbottigliamento Acque Minerali della Madonna) che ha imbottigliato l’acqua fino al 1999. Il fallimento della ditta risale al 21 febbraio 2002, quando i soci della Iamm hanno dichiarato bancarotta (nel 2010 alcuni soci sono stati condannati per bancarotta fraudolente).