La notizia dello scioglimento dell’amministrazione comunale per infiltrazioni camorristiche rappresenta l’ennesimo duro colpo per una città che, da troppo tempo, appare smarrita e ferita nella propria identità istituzionale. Noi Moderati ha scelto di attendere la pubblicazione della relazione degli ispettori ministeriali prima di esprimere una valutazione compiuta sulle motivazioni che hanno indotto il ministro Matteo Piantedosi a disporre lo scioglimento.
Giorno dopo giorno, attraverso gli stralci pubblicati dagli organi di informazione, emerge un quadro allarmante: interi settori dell’economia locale risulterebbero contaminati da pressioni, condizionamenti e interessi opachi. Il dato politico e amministrativo è altrettanto pesante: negli ultimi vent’anni si sono registrati due scioglimenti per infiltrazioni camorristiche e sei amministrazioni cadute a seguito delle dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali.
Un bilancio che impone una domanda inevitabile: come può cambiare il risultato se, tra partiti e liste civiche, sui banchi del Consiglio comunale siedono spesso gli stessi protagonisti, espressione di equilibri consolidati e di pacchetti di consenso tramandati nel tempo? Anche le dimissioni utilizzate per far cadere un’amministrazione, al di là delle ragioni politiche, finiscono per apparire come un atto di arroganza istituzionale e di scarsa considerazione verso gli elettori.
Noi Moderati non punta il dito soltanto contro il Partito Democratico, accusato di aver costruito intorno a sé un sistema politico radicato, ma chiama in causa tutti coloro che, a vario titolo, hanno governato e contribuito a smembrare questa città negli ultimi decenni. La responsabilità è diffusa e attraversa stagioni amministrative, schieramenti e appartenenze.
Il confronto con le amministrazioni del circondario, spesso criticate per politiche capaci di spingersi oltre i confini comunali, offre tuttavia uno spunto significativo: quei territori dimostrano un attaccamento forte, talvolta esasperato, alla propria comunità. È proprio questo spirito che dovrebbe animare anche l’amministrazione cittadina, con una differenza sostanziale: governare nell’interesse dei propri cittadini, nel rispetto delle regole e della legalità.
Tutto quanto emerso non può essere letto come un episodio isolato, appare piuttosto il risultato d’un lavoro lungo, paziente e capillare, capace di insinuarsi nel tessuto economico, sociale e amministrativo del territorio.
Noi Moderati, insieme ad altre forze del centrodestra, ha partecipato alla manifestazione promossa da Fratelli d’Italia, ritenendo indispensabile una risposta forte e concreta da parte dello Stato. In questa fase, l’attenzione è rivolta alla Commissione straordinaria e alle forze di Polizia, chiamate ad andare fino in fondo, anche con il ricorso a strumenti straordinari, come il cosiddetto Decreto Caivano.
Non basta indignarsi, occorre una svolta netta, visibile, coraggiosa. Occorre restituire fiducia ai cittadini, liberare le istituzioni da ogni ombra e ricostruire, passo dopo passo, il rapporto tra comunità, politica e legalità. Una città ferita può ancora rialzarsi, se sceglie di non voltarsi più dall’altra parte.
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