“È una sconfitta per l’intera città”. Non usa mezzi termini Gaetano Cimmino dopo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche sancito dal Consiglio dei Ministri nella seduta odierna. Per la prima volta nella storia di Castellammare di Stabia, si assiste dunque alla fine anticipata di una consiliatura per condizionamenti della criminalità organizzata nell’attività amministrativa, emersi all’esito delle indagini della commissione d’accesso inviata dal Prefetto nello scorso mese di maggio. Attendiamo di leggere cosa c'è scritto nella relazione all'attenzione del Consiglio dei Ministri, ma è certamente una sconfitta per l'intera città. Se si è arrivati a questa decisione probabilmente qualcosa è stato sottovalutato e qualcosa è stato sbagliato” sottolinea Cimmino con amarezza. L’ormai ex sindaco si lascia andare ad un’analisi della situazione, in attesa di comprendere quali siano le contaminazioni della criminalità emerse nella relazione degli ispettori prefettizi. Atti dirigenziali su rifiuti e cimitero, ma soprattutto le parentele scomode avrebbero influito oltremodo sulla decisione del Ministro Luciana Lamorgese, che ha posto fine all’esperienza dell’amministrazione comunale. Nei prossimi giorni a Palazzo Farnese si insedieranno tre commissari inviati dal Prefetto di Napoli, ai quali spetterà il compito di traghettare il Comune nella delicata fase di ricostruzione post Covid per i prossimi 18 mesi, prorogabili per altri 6, prima delle prossime elezioni amministrative. “È necessario che mi assuma le mie responsabilità. - spiega ancora Cimmino - È giusto che anche i partiti, tutti, centrodestra e centrosinistra, aprano un'ampia riflessione. Castellammare è una città complessa. Ci saranno modi e tempi per approfondire nei prossimi giorni. Ho onorato la mia carica fino all'ultimo momento, lavorando giorno e notte solo e solamente per la mia città. Instancabilmente, come in ogni momento di difficoltà che abbiamo attraversato, emergenza sanitaria compresa”.
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