Municipio di Castellammare di Stabia
Tutti i componenti della Commissione di Toponomastica e di Onomastica stradale di Castellammare di Stabia hanno presentato ieri le proprio dimissioni dall’incarico. Alla base della decisione dei 7 membri della commissione la poco considerazione che l’amministrazione comunale ha avuto nei riguardi del loro lavoro e del ruolo che gli era stato affidato.
In particolare, già nei mesi scorsi la Commissione aveva inoltrato al Comune due comunicazioni (dicembre 2020 ed aprile 2021) alle quali non avevano avuto alcun riscontro. In queste missive si chiedeva all’amministrazione comunale di mettere a disposizione un segretario verbalizzare “che possa verbalizzare ed ufficializzare le nostre riunioni, da più di un anno impossibilitate a svolgersi validamente per la sua mancanza”.
A far traboccare il vaso, probabilmente, è stata l’inaugurazione del viale degli artisti.
Nella loro comunicazione di dimissioni, infatti, il presidente Raffaele D’Arco e gli altri componenti della commissione (Pierluigi Fiorenza, Camillo Giancristofaro, Enrica Luise, Maria Carmen Matarazzo, Giuseppe Plaitano e Annalisa Quartuccio) hanno rilevato «l’impossibilità di attuare un proficuo lavoro» ma soprattutto che «la Commissione non è stata né consultata nè messa a conoscenza delle recenti intitolazioni di luoghi pubblici vedendo così vanificate le proprie funzioni istituzionali».
Per questo, hanno rassegnano all’unanimità le loro dimissioni con effetto immediato. «Avevo, come si evince dai verbali, nell'ultima seduta del Consiglio comunale posto questo problema al sindaco. Il primo cittadino si era impegnato a sentire ad horas il presidente, cosa che, puntualmente, non ha fatto. Coinvolgendo un organo del comune si sarebbero potete evitare brutte figure, ma queste ormai, son prese come applausi da chi governa la mia città» ha detto Tonino Scala, consigliere comunale di LeU.
In mattinata, poi, è arrivata anche l'interrogazione al sindaco da parte della forze politihe di minoranza in cui si chiede "il motivo per cui è stato reso impraticabile il lavoro di un organismo così autorevole ed importante".
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