«Il caso di Castellammare va monitorato con la massima attenzione». Così il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese che quest’oggi ha risposto all’interrogazione in Senato proposta dal senatore Sandro Ruotolo. Dopo l’inchiesta Domino Bis che ha lasciato ombre sui presunti rapporti fra politica e camorra, il caso stabiese è finito direttamente sul tavolo del Prefetto di Napoli Marco Valentini e soprattutto su quello del ministro Lamorgese. E le parole di quest’ultima lasciano intendere ad una valutazione ancora in corso sul futuro del Comune della città delle acque: «Con riferimento al Comune di Castellammare di Stabia, lo scorso 25 marzo è stata depositata un'ordinanza cautelare in carcere nei confronti di 16 esponenti di spicco del clan D'Alessandro, in cui sono state ipotizzate ingerenze della criminalità organizzata in appalti pubblici riferiti anche all'ospedale San Leonardo. Tale quadro investigativo è stato oggetto di esame da parte del prefetto di Napoli che dopo una prima immediata riunione di coordinamento interforze, ha approfondito la questione in sede di Comitato provinciale, ordine e sicurezza pubblica, svoltosi il 9 aprile scorso, a cui ha partecipato anche il procuratore distrettuale della Repubblica».
Il caso di Castellammare quindi per il ministro dell’Interno «va monitorato con la massima attenzione, anche attraverso l'attivazione di straordinari servizi di controllo del territorio e che il rischio di infiltrazione della criminalità organizzata venga ulteriormente approfondito da parte delle Forze di polizia per verificare la sussistenza dei presupposti di scioglimento». «Il prefetto di Napoli a tal riguardo mi consegnerà a breve una relazione, in esito alla quale poi si valuterà il caso se fare o meno l'accesso presso quel Comune, esercitando quindi i poteri di accesso» ha concluso Lamorgese.
Quindi tutto al momento è nelle mani del Prefetto che sentiti gli investigatori (che continuano ancora ad indagare su Castellammare) deciderà il da farsi. A riguardo il sindaco Gaetano Cimmino si è sempre detto tranquillo evidenziando la massima collaborazione garantita all’attività investigativa oltre che ad alcune azioni intraprese per ripristinare la legalità, come per esempio l’allontanamento della ditta di pulizie dei D’Alessandro che per anni ha lavorato per Palazzo Farnese. Nei prossimi giorni, tuttavia, tutto sarà più chiaro.
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