Ebbene si, a Castellammare come a Napoli, i vecchi leoni della politica tornano a ruggire. Vozza come Bassolino rientra prepotentemente in campo. È uno schema uguale con la sola differenza che il primo lancia la sua sfida dall'esterno del PD, mentre il secondo contestualizza il suo ritorno sfidando il suo stesso partito, il PD per l'appunto. Il minimo comune denominatore, parlano alla città ed ad un ceto politico smarrito, privo di una leadership e che facilmente potrebbe rifugiarsi nella certezza del passato. Profittano di un PD, privo di una proposta politica, altamente litigioso, incapace di trovare linea politica e sintesi. Ma soprattutto sfidano il PD sul l'innovazione e sul coraggio. Bassolino anticipa addirittura i renziani alzando lo scettro delle primarie, lo alza come una clava che si abbatte su tutti i mediocri personaggi del PD napoletano che litigano su nomi, proposte, contenuti ed idee. Vozza, dal suo canto, si erge a padre nobile della politica stabiese e in virtù della sua autorevolezza e della sua ingombrante presenza, occupa gli spazi lasciati liberi da un PD, a dir poco frastagliato, e parla direttamente ai cittadini rivendicando il buon governo e la continuità di governo che hanno caratterizzato i suoi anni. D'altro canto, l'assenza dei partiti in genere consente ad entrambi di aspirare ad un consenso vasto ed eterogeneo che supera gli steccati del centro sinistra. Parlano ad un ceto imprenditoriale che ha testato la loro capacità di governo, parlano ad una borghesia che facilmente si rifuggirebbe per sete di sicurezza nelle loro figure, parlano ad un ceto politico smarrito ed esanime pronti ad accoglierli come i salvatori della patria. Vero è che in una fase importante della politica dove la fanno da padroni il populismo ed il qualunquismo che vede nel Movimento 5 stelle il proprio epifenomeno, il grosso interrogativo rimane, circa la capacità di questi vecchi leoni mai arrugginiti di arrivare ad un consenso così diffuso da vincere le elezioni. Il sentimento più diffuso viene sintetizzato in una semplice quanto sintomatica frase "e' indubbio che siano i migliori ma oggi sono perdenti". Probabilmente tale giudizio ha un fondamento di verità ma tant'è ad oggi la politica, il centro sinistra ed il PD in particolare non hanno ancora trovato e messo in campo le loro contromosse ed allo stato sono loro ad essere perdenti rispetto a questi due vecchi straordinari leoni che vogliono ricominciare a ruggire.