Dopo il 31 luglio non si potrà più tornare indietro.
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Ultimo appello per evitare la chiusra definitiva dell'ufficio del Giudice di Pace. A lanciarlo, con una lettera aperta indirizzata al sindaco Nicola Cuomo, è stato Giuseppe D'Angelo, ex Coordinatore proprio dell'ormai ex Ufficio del Giudice di Pace. Un grido di dolore, un disperato ultimo invito da chi "non si arrende al degrado e all'abbandono".
Questo il testo della missiva:
Signor Sindaco,
tra pochi giorni, il 31 luglio 2015, scadrà il termine ultimo fissato dal Governo per riaprire l'Ufficio del Giudice di Pace di Castellammare di Stabia.
Sono certo che la S. V. nulla farà per cercare di mantenere questo presidio di giustizia nella nostra Città, come nulla ha fatto finora.
E allora Lei si chiederà il motivo di questo mio ultimo appello, sapendo io, a priori, quali siano, e sono state, le Sue determinazioni.
Ebbene lo faccio per non lasciare nulla di intentato. Per ribadire la mia ferma contrarietà e quella della intera classe forense stabiese, di cui Ella fa parte, alla chiusura di questo presidio.
Non è concepibile che una Città come la nostra, di antichissime origini, sede di Uffici Giudiziari sin da epoca angioina (1266) possa essere ridotta al rango di circondario giudiziario di Torre Annunziata.
Ribadisco ancora quello che più volte Le ho detto: dopo il 31 luglio non si potrà più tornare indietro.
La Città resterà per sempre priva di un presidio di giustizia.
Non trova che è assurdo che per una questione del tutto contingente e transitoria (stato di dissesto) la Città debba perdere per sempre l'ultimo Ufficio Giudiziario rimasto.
La sede di Sorrento è aperta; quella di Gragnano si accinge a riaprire; noi ne resteremo privi per sempre.
Sono profondamente deluso dal Suo comportamento.
Distinti saluti.