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Castellammare - Cessione delle terme, l'opposizione chiede un Consiglio monotematico


Scala (LeU) sui possibili investimenti dei francesi: «La competenza è solo dell'Assise, chi dice il contrario è un millantatore».

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Mentre l'iter per la cessione dei beni strategici del plesso termale di Castellammare procede a gonfie vele - come testimonia l'incontro di ieri tra il commissario liquidatore della Sint e i potenziali investitori -  dai banchi dell'opposizione di palazzo Farnese il consigliere Tonino Scala mette i puntini sulle i: «I francesi si prendono le terme, i tedeschi Monte Coppola, gli americani l'arenile e gli spagnoli? Il mare. Trattative avanzate... - ironizza l'esponente di LeU - Peccato che si tratti di cose pubbliche e debba essere il consiglio comunale a deciderlo. Chi dà queste notizie alla stampa o è un millantatore o un magliaro. D'altronde anche Totò voleva vendere la fontana di Trevi in 'Totò truffa'. La competenza è del consiglio comunale, ripeto, del consiglio comunale».

Anche per questo sarà protocollata in Municipio una richiesta di riunione in Assise per discutere della delicatissima questione: «Il 26 luglio 2019 - spiega Scala - ricorreranno 55 anni dall'inaugurazione del complesso termale del Solaro avvenuta nel 1964. Le terme compiono gli anni, ma sarà un triste e confuso 'compleanno' se è vero che le nuove terme sono chiuse ormai da 5 anni e le antiche, benché ristrutturate, non funzionano dagli anni '80. Il modo migliore per onorare questa ricorrenza è mettersi a lavorare sul serio, conservare memoria di cosa hanno rappresentato le terme negli anni per Castellammare, e allo stesso tempo però avere grande coraggio per affrontare la sfida del rilancio».

«Sul delicato problema delle terme nel corso di quest'anno di governo abbiamo svolto un ruolo attento, fatto di sollecitazioni a intervenire mettendo in campo un piano, di richieste di aprire un confronto con i diversi livelli di governo a partire dalla Regione; di proposte concrete con diversi atti come: sottoporre un quesito alla Corte dei Conti circa la possibilità di poter trasferire in tempi rapidissimi al Comune il patrimonio della Sint insieme ai debiti. Questa strada, considerato che tolto il debito con la banca per il mutuo, il maggiore creditore rimarrebbe il Comune stesso per tributi non versati da Sint, consentirebbe di chiudere la liquidazione, di evitare la svendita del patrimonio e di avviare subito il progetto di rilancio».

Del resto, come ammette lo stesso portavoce di Liberi e Uguali, sarebbe utili coinvolgere più enti: «Richiedere contemporaneamente un tavolo con la Regione per definire d'intesa anche con l'Asl un percorso di collaborazione che non escluda l'intervento anche dei privati per il rilancio delle attività termali e per realizzare una forte nuova e specializzata presenza nel campo della riabilitazione. Oggi le terme hanno bisogno di questo sostegno e anche della possibilità di poter utilizzare risorse pubbliche e private per uscire dal baratro in cui sono precipitate. Proporre che nell'immediato la collaborazione cominci a realizzare le condizioni per riaprire le antiche terme nel 2019. Far ripartire, anche se in modo graduale le attività termali, sarebbe un segnale forte non solo per i lavoratori ma per l'intera città e per il ruolo che da sempre Castellammare ha avuto nel settore del termalismo italiano».




«Abbiamo chiesto, consapevoli che si sono accumulati nel corso degli anni errori e problemi non risolti, di considerare davvero il tema del termalismo una priorità per il rilancio della nostra città. Così non è stato! È aumentata la confusione, annunci di svolte, seguite da lunghi silenzi e da un'impressionante inattività. Non stiamo esagerando. Sindaco se non vuole tener conto delle nostre critiche, faccia almeno i conti con quanto affermato nel programma di mandato presentato da Lei in consiglio comunale il 3 agosto 2018», ricorda.

Manifestazioni d'intento in parte anche condivisibili, secondo Scala, ma rimaste ferme sulla carta. «Affermazioni pensiamo meditate e non improvvisate perché fatte da un sindaco che ben conosceva, per i ruoli ricoperti nel passato, la situazione delle terme. Nel corso degli ultimi anni la città ha dovuto assistere, al posto di programmi concreti, solo ad annunci stravaganti, dagli investitori americani, ai cinesi per giungere ai francesi di oggi; a programmi di dismissione del patrimonio abbastanza campati in aria, ad annunci di apertura farlocchi e l'elenco potrebbe continuare. Oggi certamente la situazione è diventata più complicata anche per l’ulteriore tempo trascorso, per i pronunciamenti della magistratura su istanze legittime dei lavoratori, per le pressione di qualche creditore; è diventata più grave perché non si intravede un disegno, un percorso».

Poi la rivendicazione del ruolo del 'parlamentino' stabiese: «Sembra quasi che delle terme si possa fare tutto, che qualsiasi proposta vada bene pur di eliminare il problema. Così non va bene, chi sta trattando e autorizzato da chi? Dal consiglio comunale? A noi non sembra, in Consiglio era stato detto altro, oltre all'impegno di ritornare a discutere e a condividere tutte le scelte con il Consiglio e la città - tuona -. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, a dare una mano per ricercare le soluzioni, tutti lo dobbiamo alla nostra Castellammare».

Infine l'appello a una discussione costruttiva che garantisca il futuro delle terme: «Sindaco noi auspichiamo uno scatto. I principali processi, progetti che hanno una rilevanza per la nostra città non sono governati e vivacchiano alla giornata. Sindaco capiamo che invocare i guasti, l'eredità del passato è comodo per giustificare inefficienze e ritardi, però ci rifletta e speriamo che lei ne sia consapevole: il passato in parte è anche lei! Proviamo invece a confrontarci sulle cose da fare e sul futuro da costruire - conclude Scala -. Noi per queste ragioni chiediamo a Lei e al presidente del Consiglio di prevedere in tempi rapidissimi la convocazione del consiglio comunale per affrontare il tema terme».


martedì 16 luglio 2019 - 17:41 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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