Beni preziosissimi come quelli termali, un patrimonio inestimabile per quanto riguarda le acque, ed estimabile in oltre cinquanta milioni di euro dal punto di vista delle strutture.
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Il caso di Sint, la partecipata comunale che detiene il patrimonio immobiliare delle Nuove Terme, potrebbe avere serie ripercussioni politiche e sociali per tutta la collettività. A livello politico, come già visto, si è creata una profonda spaccatura tra il sindaco del Pd Nicola Cuomo e l'amministratore unico di Sint Biagio Vanacore. Ma il "caso", appunto, scoppiato perché Vanacore non è stato messo a conoscenza di una proposta di delibera di giunta riguardante la messa in liquidazione di Sint, potrebbe avere effetti devastanti per i beni pubblici. Beni preziosissimi come quelli termali, un patrimonio inestimabile per quanto riguarda le acque, ed estimabile in oltre cinquanta milioni di euro dal punto di vista delle strutture. Se dovesse andare in porto la messa in liquidazione il rischio è quello di "svendere" il complesso termale già bersagliato da furti e vandalismi negli ultimi anni. Sint, infatti, per tutto questo tempo ha messo al sicuro dai creditori quei beni immobiliari ma, con il fallimento di Terme e con la sua messa in liquidazione, potrebbe non adempiere più a questa funzione. Vanacore, dal canto suo, ha annunciato che Sint potrebbe traghettare gli stabilimenti fino alla privatizzazione della gestione, contrariamente a quanto vorrebbe fare l'amministrazione con la delibera incriminata. Vanacore non si dimetterà e proverà a far passare la sua linea. Attualmente Sint conta due dipendenti, il bilancio 2014 dovrebbe chiudersi entro il 30 aprile 2015 con una perdita di circa un milione di euro e quattro milioni di euro di debiti. Perdite che potrebbero essere ripianate con la vendita dell'Hotel delle Terme. Nei confronti di Terme (a questo punto con la sua curatela fallimentare) Sint ha un credito di circa 900mila euro.