Rate a partire da 80 euro, pagabili da un minimo di 12 a un massimo di 60 mesi a seconda dell'ammontare del debito nei confronti del Comune. La giunta ha approvato l'adozione di un nuovo regolamento per il recupero delle morosità da parte di chi non si è messo in regola o non ha versato il canone sociale tra i residenti dei prefabbricati di via Savorito tra il 1987 e il 2015. Il caso era esploso a marzo 2017, quando la Soget decise di passare all'incasso con i terremotati del Savorito, da decenni in attesa di lasciare i prefabbricati ormai vetusti e fatiscenti e di ricevere nuove abitazioni dopo il dramma del sisma del 1980. E così nella buca della posta numerosi occupanti delle abitazioni si sono ritrovati cartelle dell'ordine persino di decine di migliaia di euro, una vera e propria batosta per famiglie che non possono permettersi di versare quelle somme. Il canone sociale, a dire il vero, si aggira tra i 30 e i 100 euro al mese, una cifra simbolica che però in tanti non avevano mai versato, ricevendo poi il conto dalla Soget. Il Comune ha pensato così di venire incontro alle esigenze degli inquilini cambiando il regolamento per il recupero del debito e rateizzando la somma spettante in rate che variano tra gli 80 e i 100 euro mensili, da recuperare in un anno per chi ha un debito tra 500 e 1000 euro, fino a 5 anni per chi ha debiti compresi tra 5mila e 6mila euro. Per debiti superiori a 6mila euro, infine, è possibile anche la rateizzazione in dieci anni, mentre per chi deve corrispondere al Comune cifre inferiori ai 500 euro il pagamento deve avvenire in un'unica soluzione. Basterà saltare tre rate per far cadere la rateizzazione agevolata, mentre chi non si metterà in regola riceverà un preavviso dall'ente relativo al proposito di agire in via giudiziaria, dopodiché, decorsi 10 giorni, potrebbero partire le procedure coattive di recupero attraverso i pignoramenti, il fermo dei beni mobili e l'iscrizione ipotecaria. Ma non basta il nuovo regolamento a restituire dignità a tante famiglie illuse da anni di promesse e costrette a vivere ormai da 30 anni in veri e propri ruderi, che nei giorni di pioggia sono soggetti ad infiltrazioni e allagamenti. I tentativi compiuti con l'Housing Sociale e il Contratto di Quartiere sono andati a sbattere contro la scarsa volontà degli imprenditori di investire in quella che oggi costituisce una delle principali piazze di spaccio del territorio e neppure il piano del Governo a sostegno delle periferie è servito a cambiare le sorti di quasi 100 nuclei familiari la cui speranza ormai si è affievolita fin quasi a spegnersi del tutto.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.