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Castellammare - Case a corso De Gasperi, ipotesi 200 appartamenti in housing sociale nell'area ex Cirio

A seguito del parere espresso dalla Città Metropolitana di Napoli che ha previsto un fabbisogno abitativo di ulteriori 1023 case a Castellammare di Stabia oltre quelle esistenti, si valuta anche un nucleo di 226 case a prezzi calmierati nell’area industriale dismessa ex Cirio.

tempo di lettura: 4 min
di red
21/02/2022 19:35:47
Castellammare - Case a corso De Gasperi, ipotesi 200 appartamenti in housing sociale nell'area ex Cirio

Anche 226 case in housing sociale nell’area ex Cirio all’interno delle previsioni del Piano Urbanistico Comunale (Puc). Emergono nuovi retroscena in merito allo strumento di pianificazione urbanistica che la giunta ha adottato nelle scorse settimane per delineare le regole e il percorso dello sviluppo della città. A seguito del parere espresso dalla Città Metropolitana di Napoli che ha previsto un fabbisogno abitativo di ulteriori 1023 case a Castellammare di Stabia oltre quelle esistenti, i progettisti del Puc hanno inserito anche un nucleo di 226 case nell’area industriale dismessa ex Cirio, proprio su quella fetta di territorio finita al centro di un’inchiesta della Procura di Torre Annunziata che vede coinvolti anche gli onorevoli Antonio Pentangelo e Luigi Cesaro insieme all’imprenditore Adolfo Greco. Rispetto a quella vicenda, che affonda le radici nel 2014, il consiglio comunale di Castellammare si è espresso approvando un ordine del giorno per chiedere e ottenere un’approfondita ricognizione sull’iter procedurale per il Piano Casa nell’area ex Cirio. Una ricognizione che ha consentito all’attuale amministrazione comunale di annullare per intero quel procedimento, vanificando di fatto tutto l’iter espletato in passato fino a quel momento per giungere al permesso di costruire. Oggi quella vicenda torna d’attualità, con un provvedimento che legittima la possibilità di realizzare oltre 200 case in quell’area, anche se con prospettive diverse rispetto ad allora. In primis, le case andrebbero ad occupare il 25% della volumetria complessiva e sarebbero in housing sociale, ossia a prezzi fissati da parametri regionali e decisamente più bassi rispetto ai prezzi medi del mercato. E poi ci sarebbe il 50% delle volumetrie da destinare esclusivamente a strutture di interesse pubblico, regalate di fatto dal privato alla città. Stesso discorso per l’area di corso De Gasperi prospiciente all’ex Avis, dove in genere si insedia il circo. Un terreno edificabile su cui andrebbero a ricadere 175 case, mentre 10 sarebbero previste a Molini Daunia.

“Non è vero che sono completamente immobili. Qualcosa fanno e ciò che fanno è a servizio dei potentati economici da rendita stabiesi. Prima il piano spiaggia con 30 lottizzazioni per i privati. Oggi un piano casa mascherato da Puc. Quello che la Cassazione ha bocciato rientra nel Puc. E nel Puc rientra anche l'intervento edilizio alla Cirio, dove si faranno più di 200 appartamenti. Quello che il consiglio comunale aveva revocato dopo l'inchiesta della magistratura, questa giunta trasforma in un diritto. Siamo l'unica città nel mondo che vuole fare turismo costruendo case. Ed invece dei 15 alberghi promessi da Cimmino ci ritroveremo 1023 appartamenti” sostiene Andrea Di Martino, capogruppo di Italia Viva in consiglio comunale.

A replicare ci pensa Lello Tito, capogruppo del gruppo Gaetano Cimmino Sindaco di Stabiae: “No alle speculazioni, sì all’opportunità di aree pubbliche gratis per la città. E chi parla di stallo su temi essenziali o non studia o è in malafede. Nel Puc è stato acquisito il parere della Città Metropolitana di Napoli, che in merito al fabbisogno abitativo cittadino prevede l’esigenza di 1023 nuove case in città, che abbiamo deciso di fissare a prezzi agevolati per venire incontro soprattutto alle giovani famiglie stabiesi. E chiunque vorrà costruire case dovrà tener conto di due fattori: le abitazioni dovranno essere in housing sociale, cioè a prezzi popolari, e la metà dell’area edificabile dovrà essere destinata a strutture di interesse pubblico in regalo alla città. Questi sono i fatti, questo è il nostro impegno chiaro, trasparente, concreto, per i cittadini. E sembra strano che qualche consigliere di opposizione, generalmente attento su questi temi, si accorga di questa impostazione e la contesti soltanto ora, pur avendo avuto a disposizione commissioni consiliari, conferenze capigruppo e confronti pubblici per manifestare il proprio dissenso e partecipare al dibattito democratico che abbiamo sempre promosso sin dall’inizio sul Puc. Evidentemente anche loro erano d’accordo su tutto e non hanno portato né proposte né obiezioni. Ebbene, a tutti loro diciamo che c’è ancora tempo per intervenire fino all’approvazione in consiglio comunale: siamo aperti al confronto, come sempre, per il bene della città e dei cittadini”.

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