Casa del Fascio, tutto rimandato al prossimo anno. Non arrivano ancora segnali di distensione per la risoluzione del contenzioso tra la ditta Valentino e il Comune di Castellammare di Stabia. E il tribunale si è preso ancora tempo per sciogliere un nodo che diventa sempre più complesso da sbrogliare. Sono trascorsi due anni dalla firma apposta sul documento che di fatto sembrava aver posto fine a 5 anni di sosta forzata dei lavori, a seguito delle storie tese emerse tra l’Ati che si era aggiudicata l’appalto e l’ente comunale. A lavori completi ormai all’85% erano emerse alcune divergenze di vedute in merito al quadro economico e al pagamento dei sal, al punto che i lavori dall’estate 2015 risultano sospesi a data da destinarsi. La vicenda è finita presto in tribunale e le due parti si stanno dando battaglia ormai da sei anni e mezzo senza un barlume di luce all’orizzonte. Da allora sono pervenute almeno 5 perizie del ctu, che non sono servite al momento a trovare la quadratura del cerchio ma hanno semmai evidenziato che molti dei lavori già effettuati dovranno essere rifatti, a causa dell’ossidazione di alcuni giunti e del deterioramento delle pitture e di altri elementi oggetto delle lavorazioni. L’ultima diatriba, emersa quando ormai il lieto fine sembrava imminente, riguarda gli arredi, per i quali la ditta ritiene necessario un ulteriore sforzo da parte dell’ente per una cifra che si aggira intorno ai 250mila euro. Una cifra che il Comune non intende sborsare, anche per non esporsi ad un danno erariale. E a questo punto sarà soltanto il tribunale a definire l’esito del contenzioso. Una decisione attesa dallo scorso mese di maggio, quando si è tenuta la prima udienza. Ma tutto è destinato a slittare almeno a gennaio. E la biblioteca tanto attesa resta tuttora un miraggio.
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