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Castellammare - Casa del Fascio, sei anni di stop: il destino nelle mani del tribunale

I giudici dovrebbero esprimersi entro fine mese in merito alla risoluzione del contenzioso tra il Comune e la ditta che detiene l’appalto, che ha causato già nel 2015 l’interruzione dei lavori. La mediazione iniziata nel 2018 prosegue ancora. Ma sulle spese per gli arredi è arrivato un nuovo intoppo.

tempo di lettura: 2 min
di red
07/10/2021 20:47:47
Castellammare - Casa del Fascio, sei anni di stop: il destino nelle mani del tribunale

Le sorti di Casa del Fascio nelle mani del tribunale. Entro fine mese si avvia ad essere sciolto il nodo relativo al contenzioso che dal 2015 tiene bloccati i lavori per la realizzazione della nuova biblioteca comunale. La guerra di nervi tra il Comune di Castellammare di Stabia e l’Ati Impregiva-Valentino sembrava ormai risolta quando nell’autunno 2019 era arrivata la firma che, di fatto, poneva fine al contenzioso. Ma una nuova querelle è sorta nei mesi scorsi a causa dei costi degli arredi, per i quali la ditta ha chiesto un ulteriore sforzo all’ente, che andrebbe ad aggiungersi ai 250mila euro già impiegati in aggiunta al finanziamento europeo da oltre 4 milioni di euro intercettato per l’esecuzione dell’opera. Fondi che nel 2017 sembravano ormai sul punto di essere persi, salvo tornare nella disponibilità del Comune grazie alla rimodulazione nell’ambito della programmazione dei fondi europei messa in campo dall’assessorato all’urbanistica guidato da Fulvio Calì.

Nel mese di maggio il tribunale aveva disposto i canonici 30 giorni per consentire alle parti di pervenire ad un accordo utile a risolvere il contenzioso. Ma il Comune non può investire altri fondi per non esporre l’ente ad un possibile danno erariale. E la ditta non ha alcuna intenzione di andare oltre le cifre che dovrà già sacrificare all’esito della risoluzione temporanea del contenzioso nel 2019. Resta, tuttavia, la consapevolezza che in passato qualcosa è andato storto nell’erogazione delle somme dal Comune alla ditta. E che quel blackout materializzatosi nel 2015 sia il frutto di una superficialità da ambo i lati. Ma in attesa che il tribunale si esprima, la situazione è cristallizzata a 6 anni fa e alcune opere dovranno anche essere rifatte a causa del deterioramento dovuto al trascorrere degli anni dall’ultima attività, con l’85% del lavoro praticamente già completo. Dalla sentenza dei giudici si capirà pertanto il da farsi. Se il contenzioso non dovesse giungere a risoluzione, sarà necessario scalare la graduatoria delle ditte o procedere a nuova gara per individuare chi dovrà portare a compimento i lavori e consegnare finalmente alla città la nuova biblioteca comunale.

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