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Castellammare - Casa del Fascio, oltre 100mila euro per sorvegliare un immobile inutilizzato

Al suo interno, nel piano interrato, molte piastre di ancoraggio delle travi risultano ossidate e i bulloni di ancoraggio ai paramenti murari non sono serrati. I lavori sono fermi da due anni e mezzo ed ora occorre una corsa contro il tempo per completare l'opera entro il 2019.

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Oltre 100mila euro per pagare il servizio di vigilanza ad una struttura inutilizzata. Sono trascorsi due anni e mezzo dall'interruzione dei lavori all'interno del cantiere dell'ex Casa del Fascio, che era destinata ad ospitare la nuova biblioteca comunale. Ma la battaglia legale tra il Comune di Castellammare di Stabia e l'Ati che deteneva l'appalto ha bloccato tutto ed ora è a rischio persino l'ipotesi di completare i lavori entro il 2019, quando scadranno i termini per la consegna dell'opera completa. Il cantiere è fermo dal mese di luglio 2015, quando il Comune decise di mandare via l'Ati aggiudicataria dell'appalto nel 2008, avendo riscontrato svariate differenze tra le lavorazioni effettuate e il progetto iniziale e contestando incongruenze per circa 300mila euro. Per finanziare la sorveglianza non armata dell'immobile, il Comune ha deciso di indire alla fine dello scorso anno una procedura telematica tramite MePa, affidando il servizio alla ditta “La Volpe Security srl”, che ha preso il posto della società “ISI Global”, a cui la vigilanza era affidata in proroga fino a dicembre.


L'ultimo affidamente riguarda il periodo compreso tra l'1 marzo e il 28 marzo per un totale di 4mila e 600 euro. Il Comune, intanto, ha deciso di anticipare la spesa necessaria per l'eliminazione delle opere difformi rispetto al progetto iniziale, inserendo 300mila euro nell'ambito del piano triennale delle opere pubbliche, con la prospettiva di chiedere i danni all'Ati che deteneva l'appalto. Ma gli errori da correggere, in base alla perizia dell'ingegnere Starace, sarebbero svariati. Nel piano interrato, molte piastre di ancoraggio delle travi risultano ossidate e i bulloni di ancoraggio ai paramenti murari non sono serrati. L'ossidazione in prossimità delle giunzioni non è l'unica anomalia da monitorare, dato che numerosi appoggi sono stati eseguiti con l'impiego di cunei in legno anziché spessori in acciaio per le unioni delle travi. E così, dopo due anni e mezzo, quella che sembrava un'opera ormai completa necessita di una corsa contro il tempo per giungere davvero a compimento.


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lunedì 12 marzo 2018 - 14:15 | © RIPRODUZIONE RISERVATA



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