Ancora un rinvio per Casa del Fascio. Non si sblocca lo stallo relativo ai lavori per la realizzazione della biblioteca comunale all’interno del fabbricato tra corso Garibaldi e corso Vittorio Emanuele. L’ultima udienza non ha prodotto alcuna novità di rilievo in merito al contenzioso che vede coinvolti il Comune di Castellammare di Stabia e la ditta Valentino, detentrice dell’appalto per il cantiere dell’ex Casa del Fascio. Da sette anni ormai i lavori sono fermi e neppure l’accordo raggiunto nell’autunno 2019 è bastato a porre fine ad un’inerzia che si trascina senza un barlume di luce in fondo al tunnel. La diatriba relativa al costo degli arredi, unitamente alla necessità di rifare alcune lavorazioni a causa dell’usura dovuta al tempo trascorso, ha riacceso una miccia che sembrava spenta quando l’ente comunale, con i tecnici e l’avvocatura, aveva siglato l’accordo con la ditta per porre fine al contenzioso. Lo sforzo effettuato dal Comune, pari a circa 300mila euro, d’altra parte, non è ritenuto sufficiente dalla ditta, che chiede un ulteriore impegno per poter proseguire i lavori. Da Palazzo Farnese, in ogni caso, non c’è la volontà di sborsare altre somme di denaro, anche perché all’orizzonte c’è anche il rischio di incappare in un danno erariale a cui l’ente non intende esporsi. Ma intanto i lavori restano sospesi, un’opera da circa 5 milioni di euro che doveva essere realizzata con i fondi europei del Piu Europa, intercettati durante l’amministrazione Vozza e poi oggetto di un contenzioso interminabile che si trascina dal decennio scorso.
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