Il fascicolo è attualmente in fase istruttoria e potrebbe non avere un seguito. Ad una settimana dalla sentenza del tribunale, emerge il sospetto di procedure anomale per il passaggio di cantiere
tempo di lettura: 1 min
La procedura per salvare le Terme di Stabia subisce l'ennesimo intoppo. La Procura, infatti, ha delegato alla Guardia di Finanza di acquisire gli atti del concordato in seguito ad un esposto effettuato probabilmente dai creditori dell'azienda ed ha aperto un fascicolo per verificare eventuali responsabilità, sebbene in fondo si tratti di un atto dovuto in virtù del clamore mediatico generato dalla vertenza Terme. Le anomalie segnalate non dovrebbero riguardare la procedura in essere ma coinvolgerebbero soprattutto il passaggio di cantiere e l'assorbimento dei dipendenti da parte del Centro Laser, affittuario del ramo d'azienda delle Terme di Stabia dopo l'avviso pubblico del Comune. Al momento il fascicolo è in fase istruttoria e potrebbe non avere un seguito, mentre il concordato è ormai giunto alle sue battute finali, dato che tra una settimana arriverà la tanto agognata sentenza del tribunale, le cui conseguenze saranno note a breve. La vicenda fa riferimento al ricordo fallimentare del mese di gennaio 2014, quando il Comune ha pressoché congelato il fallimento dell'azienda prolungando i tempi tecnici e mettendo di fatto in stand by la privatizzazione temporanea con il Centro Laser. I sospetti riguardano, a tal proposito, il passaggio di cantiere da Terme di Stabia al suddetto affittuario, un'operazione che ha indotto i sindacati Cgil, Cisl e Uil a presentare un esposto al tribunale del lavoro per assorbimento dei lavoratori non concordato con le associazioni sindacali. Mancano ormai pochi giorni alla pronuncia del giudice e tra sette giorni la storia delle Terme di Stabia potrebbe giungere finalmente ad un punto di svolta.