Ma l'amministratore unico di Sint smentisce: "Nulla di quanto affermato è corrispondente agli approfondimenti fatti ieri presso il Comune di Castellammare di Stabia".
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Si è svolta questa mattina a Napoli, presso la sede della Filcams Cgil, l'incontro tra i rappresentati sindacali dei lavoratori di Terme di Stabia, l'amministratore della Centro Laser Emanuele Vanacore ed il curatore fallimentare dott. Massimo Sequino. Un incontro in cui i sindacati hanno chiesto al Centro Laser il ritiro della procedura di mobilità poiché "non sussistono i requisiti di legge".
Il 24 marzo scorso, preso atto della bocciatura della proposta concordataria e del conseguente fallimento delle Terme di Stabia, il Centro Laser comunicò l'esubero di 103 dipendenti che, a dicembre dello scorso anno, aveva assunto in seguito all'aggiudicazione del bando di fitto temporaneo del complesso termale. Fu quindi avviata la procedura di mobilità per questi lavoratori.
Nel corso dell'incontro di questa mattina, il curatore fallimentare ha comunicato che ieri è stato convocato dalla SINT, con la presenza anche del sindaco Nicola Cuomo. Un confronto in cui l'amministrazione comunale di Castellammare di Stabia ha prospettato la disponibilità a rinegoziare con la curatela una soluzione transitoria per permettere alla stessa di procedere ad un contratto di affitto d'azienda temporaneo con la società Centro Laser che ha manifestato il proprio interesse ovvero con altre società che dovessero essere interessate.
Una nuova prospettiva che ha portato la Centro Laser a richiedere un rinvio dell'incontro di questa mattina. Le parti si ritroveranno ora il prossimo 27 aprile.
Ma su quanto affermato dal dott. Sequino è immediatamente intervenuto l' Amministratore Unico della Sint, Biagio Vanacore. "Nulla di quanto affermato è corrispondente agli approfondimenti fatti ieri presso il Comune di Castellammare di Stabia - ha detto Vanacore - , viceversa l'incontro richiesto su indicazione dell'azionista era unicamente volto alla ricerca della soluzione di ogni possibile forma di tutela per i lavoratori. Lo stesso dr. Sequino aveva poi ipotizzato altri scenari, ma la posizione della Sint SpA è stata di disponibilità "solo" nel rispetto delle normative vigenti e senza nessuna soluzione di continuità verso tutto quanto in essere prima del fallimento e comunque giuridicamente non perseguibili. Spero per il futuro e nell'interesse della collettività, che vengano assunte responsabilità ed impegni sulla base di disponibilità acclarate e non presunte o univoche".