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Castellammare - Caos politico per l'urbanistica, disputa sul Puc

Base Popolare Democratici e Progressisti contesta ritardi e criticità strutturali nel Piano Urbanistico Comunale e nel Regolamento Edilizio, chiedendo la sospensione immediata dell’iter.

tempo di lettura: 2 min
06/02/2026 19:22:59

“Quattro anni sostanzialmente sprecati rappresentano un fatto grave e inaccettabile”, tuona il consigliere Maurizio Apuzzo, capo del gruppo Base Popolare Democratici e Progressisti, denunciando un “modo poco trasparente di procedere” nella gestione degli strumenti urbanistici della città. Il riferimento è alla deliberazione consiliare n.12 sul Regolamento Urbanistico Edilizio Comunale (RUEC) e alla n.13 relativa al Piano Urbanistico Comunale (PUC), strumenti che secondo il gruppo presentano criticità “strutturali, giuridicamente vulnerabili e potenzialmente gravemente dannose per l’Ente”.

Secondo Apuzzo, il RUEC proposto si discosta dalle Norme Tecniche di Attuazione del PUC, introducendo “discipline difformi, definizioni non coerenti o parametri divergenti”, configurando una violazione del principio di prevalenza dello strumento urbanistico generale. “Non è consentito utilizzare un regolamento per correggere, anticipare o aggirare le scelte pianificatorie”, sottolinea il consigliere.

Il PUC, adottato nel febbraio 2022, continua a presentare secondo il gruppo “un percorso confuso, contraddittorio e in palese violazione delle procedure previste dalla normativa vigente”. Numerosi gli ambiti critici: dalla mancata integrazione con il Piano Regolatore del Porto e i piani ASI per le aree industriali, fino all’assenza di strategie chiare per le Antiche Terme, il Parco dei Cigni, Villa Ersilia e il Centro Congressi. Non mancano lacune nel coordinamento con la Reggia, il Parco Archeologico e le questioni legate al dissesto idrogeologico, alla tutela del Faito e alla difesa delle risorse sorgentizie.

Secondo Apuzzo, “il PUC rischia di ridursi a uno strumento meramente tecnico, arido e incapace di orientare lo sviluppo reale della città”, mentre annunci di progetti come la cosiddetta “Grande Stabia” “non possono mascherare la perdita di risorse determinata da scelte compiute dalla Commissione Straordinaria e mai realmente corrette dall’attuale Amministrazione”.

Al centro della denuncia anche la mancanza di dialogo con le forze economiche e sociali locali e la marginalizzazione del Consiglio Comunale, oltre al rischio di violazione della legge regionale n.16 del 2004 e del Regolamento regionale n.5 del 2011, con conseguente compressione illegittima delle garanzie partecipative.

Il gruppo BP.Democratici e Progressisti chiede ora “la sospensione immediata di ogni ulteriore determinazione afferente al procedimento di adozione del PUC”, in attesa di pareri formali dei dirigenti sull’eventuale ripubblicazione del Piano, viste le modifiche sostanziali introdotte dopo la fase di partecipazione.

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