Gli imprenditori della movida chiedono l'applicazione del vecchio regolamento per i gazebo, il Comune tace da venti giorni. Si infittisce il mistero in merito al destino dei titolari di bar e ristoranti sul lungomare, ancora costretti a restare nel limbo in attesa di conoscere il parere che la Soprintendenza esprimerà per i modelli unificati dei gazebo da posizionare all'esterno dei loro esercizi commerciali per 10 mesi o per 5 anni. Il nuovo regolamento si sta rivelando un boomerang per i gestori dei locali sul lungomare, dato che i ritardi nell'entrata in vigore delle nuove norme hanno generato confusione al punto che l'ufficio tecnico ad oggi continua a tentennare persino sull'opportunità di consentire ai commercianti di adottare il vecchio regolamento, attualmente ancora valido, che permette l'occupazione del suolo pubblico per 120 giorni all'anno. Il blitz dei vigili urbani e della polizia di stato ha determinato il sequestro e la rimozione dei gazebo per una quindicina di locali. E alcuni gestori contestano di aver pagato migliaia di euro inutilmente al Comune per chiedere autorizzazioni mai ottenute. E così, dinanzi alla recente richiesta di installare nuovamente i gazebo per 120 giorni sulla scorta del vecchio regolamento, il Comune non risponde ormai da 20 giorni, ben oltre i termini previsti per fornire risposte alle istanze dei cittadini. Una circostanza che crea non pochi disagi agli imprenditori della movida, che vedono inesorabilmente avvicinarsi le festività pasquali e temono di ritrovarsi a far fronte a ulteriori mancati introiti che determinerebbero una catastrofe per l'economia del territorio. A pagarne le conseguenze, infatti, potrebbero essere circa 100 dipendenti stagionali, per i quali le chance di continuare a lavorare si ridurrebbero al lumicino, dato che gli incassi ridotti non consentono di pagare stipendi per un numero elevato di dipendenti. Un rebus difficile da risolvere, mentre il Comune non dà risposte e la Soprintendenza si fa attendere.
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