Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera alla redazione firmata da Giovanni Tito, ormai ex membro del locale circolo della Lega.
Egregio Direttore, io sono uno dei tantissimi leghisti del Sud della prima ora. Non mi vergogno di esserlo stato, perché ci ho creduto. Ho creduto in quella politica della Lega Nord del fare e che sta governando bene nelle altre regioni del Nord e che potesse fare breccia anche nei nostri territori. Ma la classe dirigente posta sin dal primo mandato non ha dato i frutti sperati e in tante regioni del Sud, siano stati commissariati da dirigenti del Nord. Speravo potesse cambiare qualcosa ma nulla è cambiato, anzi i primi a crederci e a metterci la faccia non solo sono stati delusi, bistrattati e messi in un angolo, per far posto agli amici degli amici per la ricerca spasmodica di beceri voti e di far crescere in modo veloce la sola percentuale, senza tener conto dei sentimenti e dei sacrifici dei militanti della prima ora che hanno buttato il sangue sui territori, prendendo sputi ed epiteti di ogni genere. Ma nessuno e dico nessuno, si è preoccupato di questo, facendo incazzare anche i Santi sui piedistalli, per il vile gesto. Una gestione del partito alquanto feudataria, fatta da Vassali e Valvassori. Scalciando, magari chi aveva tanta voglia di fare e magari aveva una gestione poco redditizia di voti. Ma bisognava crescere in soli consensi e non guardare alla sostanza del credo dei sostenitori e del puro attivismo. Un credo che è stato scalciato dall'arroganza di qualche politico della prima ora avvezzo a gestire per il solo scopo di giungere al potere. Salire adesso sul carro dei vincitori è facile dopo che qualche fesso ha tracciato la giusta strada e fatto nascere un qualcosa dal niente con tanti sacrifici quando nessuno e dico nessuno voleva metterci la faccia. Ma questo per i dirigenti Nazionali non conta, basta che tutto va bene e che le aspettative di crescita sono buone. Il resto nulla conta. Non conta se centinaia di persona ci hanno messo la faccia e magari ceduto. Sono mesi che la nostra insofferenza cresceva e dilagava ma a ne nessuno importava. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le dichiarazioni poco felici del "Senatut" Umberto Bossi, che non sono state fermate subito dal segretario federale Matteo Salvini. E questo è ancora più grave anzi gravissimo arrivare solo il giorno dopo a calmare l'ira di tantissimi meridionali che ci hanno messo la faccia e ci hanno creduto. Poi che dire dei tanti politici saltati sul carroccio dal Sindaco di San Giuseppe Vincenzo Catapano e dall'ex Sindaco di Santa Maria la Carità Carlo Longobardi, che ora entrambi sparano a salve su di me solo per far abbassare i riflettori sulla mia persona che da anni rappresenta la Lega a Castellammare sin dalla prima ora e che sino a pochi giorni fa ha presenziato assiduamente quale rappresentante della Lega a tutti i tavoli politici e interoarittici. E ricordo proprio a Longobardi che dovrebbe solo tacere, che proprio lui qualche mese fa, ha dichiarato in una intervista, che ero io il reggente della Lega a Castellammare, mentre tutto d'un colpo sono sparito dalla scena politica. E se non mi sono tesserato circa 15 giorni fa è per mio volere, perché non credevo in questa nuova dirigenza. Dove stavano questi e tanti altri, quando si organizzavano manifestazioni e gazebate e profuso tanti sacrifici per far conoscere la Lega quando venivamo etichettati come i traditori del Sud e presi a sputi ed epiteti di ogni genere? Adesso tutti leghisti anche persone che sino a ieri hanno appoggiato liste civiche del centro sinistra o addirittura si è candidato con quella parte politica avversa proprio alla Lega. Io intanto resto fedele al Sindaco e al centrodestra che governa la città e mi permetto di mettere in guardia l'amministrazione e il tavolo politico, che al mio posto potrebbe sedere e rappresentare la Lega persone che non hanno mai avuto a che fare con questa coalizione e magari non hanno manco votato per il centrodestra. Confido nel buonsenso della maggioranza e dei partiti che la compongono che sostengono il sindaco Gaetano Cimmino.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.