Attimi di tensione e paura stamattina in villa comunale. Una bomba carta è esplosa a pochi passi dal gazebo predisposto dal coordinamento cittadino del movimento politico “Noi con Salvini”, in protesta contro l'arrivo dei migranti a Castellammare di Stabia nel 2018. In base al racconto effettuato dal coordinatore Giovanni Tito, un gruppo di persone avrebbe lanciato il petardo da un'auto in corsa non lontano dal gazebo, a due passi dalla Banca Stabiese, per impedire lo svolgimento della manifestazione. Sul posto è sopraggiunta anche una pattuglia della polizia municipale per gestire l'ordine pubblico in una mattinata decisamente travagliata, consentendo alla manifestazione di andare avanti, mentre si indaga su una vicenda con diversi lati oscuri. Non è chiaro, infatti, se si sia trattato di una bravata che prelude al Capodanno o di un atto intimidatorio nei confronti dei salviniani, che da qualche settimana hanno istituito il coordinamento a Castellammare di Stabia. Nel frattempo Tito, in compagnia del coordinatore provinciale Biagio Sequino, ha espresso il senso della protesta che il movimento “Noi con Salvini” ha messo in atto in riferimento all'approdo dei rifugiati in città. «Dove saranno ospitati e chi gestirà la loro integrazione? - si chiede Tito - Diamo priorità agli stabiesi».
«Un episodio da condannare. Noi siamo contrari ad ogni forma di violenza e portiamo avanti la nostra idea culturale provando a manifestarla in tutti i modi possibili». E’ chiaro il coordinatore provinciale di Noi con Salvini, Biagio Sequino, che ha commentato il vile episodio di questa mattina lungo corso Garibaldi. «Ci hanno detto che erano membri dei centri sociali che hanno voluto bloccare la nostra manifestazione. Anche qui a Castellammare, quindi, sono vicini alla sinistra e vogliono tappare le voci del pensiero altrui con atti di violenza che noi siamo pronti a condannare. Una cosa è certa: non andremo mai a contestare i gazebi o le manifestazioni degli altri movimenti politici». In merito, invece, alle motivazioni della manifestazione di questa mattina, Sequino ha spiegato: «La città non è pronta ma non è solo un problema di Castellammare. Il Comune stabiese, in compagnia di altri 230 Enti, è entrato a far parte del protocollo d’intesa firmato tra Minniti, De Magistris e De Luca per intercettare 30 milioni da spendere in progetti di inclusione di questi immigrati. Ed ecco che presto lavoreranno nella Reggia di Caserta, agli Scavi e così via. Questo è paradossale: in una città che soffre la disoccupazione giovanile, il governo propone una ennesima discriminazione sociale preferendo lo straniero al cittadino italiano. E i nostri giovani sono costretti ad andare via. Il nostro motto non è questo: per noi viene prima l’italiano e poi colui che scappa dalla guerra. Possiamo accoglierlo, ma non deve prendere il lavoro degli italiani».
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.