"Chi afferma certe cose lo fa per screditare la città o per mania di protagonismo".
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"A Castellammare non si paga il pizzo, questo affermavano molti commercianti dopo un dossier presentato dalla commissione anticamorra regionale che avevo l'onore e l'onere di presiedere". Lo ha detto Tonino Scala, componente della sezione legalità di SEL Campania. "Chi afferma certe cose - prosegue Scala - lo fa per screditare la città o per mania di protagonismo, questo affermavano in tanti anche quando parlavamo di statue di santi che servivano per lo spaccio e investimenti in costeria. Oggi arrivano le bombe, non la prima, la seconda. Una sotto casa mia lo scorso anno, sempre un supermercato, quello dove vado a fare la spesa, 10 minuti dopo aver posato la macchina che era posizionata difronte allo stesso negozio. È giunta l'ora di riaccendere i riflettori su una ferita mai guarita. Oggi più che mai mi auguro che le forze politiche tutte, le associazioni, possano, partendo da questo boato che ha squarciato il cuore della notte di una città ferita a morte dalla crisi e da una illegalità diffusa, ricominciare un percorso comune non solo per dire no alla camorra, ma per individuare soluzioni condivise. La camorra non ha colore politico e anche la lotta alla camorra deve avere un sentire comune che travalichi le differenze per raggiungere obiettivi comuni. Se è vero che non si paga il pizzo, le bombe non piacciono a nessuno" ha concluso Scala.