Borrelli sulle spiagge di Pozzano
Una busta piena di chiavi, un parcheggio affollato e una discussione che in pochi minuti si trasforma in una protesta davanti ai bagnanti. A Pozzano il sopralluogo di Francesco Emilio Borrelli, deputato di Avs, riaccende i riflettori sul fenomeno dei parcheggiatori abusivi e sulla gestione della sosta nelle aree a ridosso del mare.
Tutto nasce dal ritrovamento della busta poggiata su uno scooter che, come tanti altri, era in sosta vietata nei pressi dell'ex fermata del treno a Pozzano. Al suo interno ci sono chiavi di veicoli che, secondo quanto ricostruito durante il blitz, sarebbero state lasciate in custodia nell'area. Quando Borrelli arriva sul posto, però, chi aveva la busta non è più presente. Le chiavi vengono lasciate su uno scooter e il deputato decide di prenderle per evitare che restino incustodite e per consegnarle successivamente alla polizia.
La scelta scatena immediatamente la reazione di alcune persone presenti. Attorno al parlamentare si forma un capannello, partono discussioni e volano parole grosse. La scena assume rapidamente i contorni di uno spettacolo improvvisato, con la tensione che si alterna alla curiosità e persino ad alcuni selfie scattati con il deputato.
Per circa un'ora Borrelli mantiene la custodia delle chiavi, prima di riuscire a consegnarle agli agenti del commissariato di polizia. Ma nel frattempo la vicenda si sposta sul terreno delle versioni contrapposte.
In una delle aree di parcheggio della zona, infatti, un uomo indicato come parcheggiatore abusivo sostiene che la busta non fosse stata affidata ai parcheggiatori e che le chiavi fossero state invece lasciate per strada. Una ricostruzione che aggiunge un ulteriore elemento di tensione a una situazione già incandescente. C'è chi sostiene che ci siano persone che svolgono un "servizio navetta" non autorizzato per le auto in sosta in un parcheggio poco distante, dove Borrelli si reca a colloquiare con il gestore che ricostruisce la sua posizione dissociandosi da qualsiasi illecito e mostrando la regolarità della sua attività, estranea a quella degli abusivi.
Il caso delle chiavi diventa così il punto di partenza per riportare al centro una questione che torna puntualmente durante la stagione estiva: quanto costa parcheggiare a Pozzano e chi gestisce realmente gli spazi destinati alla sosta.
Durante il sopralluogo arrivano infatti diverse segnalazioni da parte dei bagnanti. Per lasciare l'auto vengono riferite richieste comprese tra sette e dieci euro. Il tema non riguarda soltanto il prezzo, ma anche la presenza di persone che secondo le segnalazioni svolgerebbero attività di parcheggio senza autorizzazione.
Il video del blitz, pubblicato sui social da Borrelli, diventa rapidamente virale e alimenta ulteriormente il dibattito. Nei commenti e tra i presenti torna soprattutto la richiesta di una maggiore presenza delle forze dell'ordine e di controlli più frequenti nelle aree dove, soprattutto nei mesi estivi, la pressione della sosta raggiunge livelli elevati.
Alla fine le chiavi vengono consegnate alla polizia. Resta invece aperto il problema che ha fatto da sfondo all'intera vicenda: la gestione della sosta nella zona di Pozzano, tra auto, scooter, bagnanti e segnalazioni di attività abusive. Un fenomeno che ogni estate torna a fare discutere e che questa volta, partendo da una busta di chiavi, è finito nuovamente sotto i riflettori.
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