L'Assessore Alessio D'Auria: "Stiamo lavorando ad un "regolamento sull'amministrazione condivisa dei beni comuni urbani" volto a disciplinare la collaborazione tra cittadini e amministrazione per la gestione e la riqualificazione dei beni comuni urbani".
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Con un post condiviso sulla sua pagina facebok riguardante il "Festival internazionale dei beni comuni" che si terrà presso la città di Chieri (Torino), l'assessore all'urbanistica di Castellammare di Stabia, Alessio D'auria, ha voluto mettere in luce il progetto, condiviso con il collega di giunta Pasquale Orlando, per una delibera di giunta finalizzata alla redazione di un "regolamento sull'amministrazione condivisa dei beni comuni urbani", da costruire assieme alle associazioni, ai cittadini, ai comitati, ai movimenti, sulla base del principio di sussidiarietà (art. 118 della Costituzione).
Il "festival internazionale dei beni comuni" è una manifestazione culturale creata per far nascere una stretta collaborazione tra cittadinanza e amministrazione nella gestione dei beni comuni anche con l'aiuto del governo e, anche se nell'immediato non è in cantiere la creazione di un simile evento nella città stabiese, è da queste premesse che si vuole partire per creare un ponte di collegamento tra cittadini e amministrazione nella gestione degli spazi condivisi.
"Assieme all'assessore Orlando che ha la delega alle politiche sociali - spiega l'assessore Alessio D'Auria - stiamo lavorando ad un "regolamento sull'amministrazione condivisa dei beni comuni urbani" volto a disciplinare la collaborazione tra cittadini e amministrazione per la gestione e la riqualificazione dei beni comuni urbani. Quella dei beni comuni urbani è una definizione molto vasta e non univoca, con implicazioni giuridiche ed economiche. Pensiamo ad una serie di "microprogetti", strumento amministrativo di diretta applicazione della disposizione costituzionale contenuta nell'art. 118, ultimo comma (sussidiarietà), e che sono contemplati e disciplinati nell'art. 23 d.l. n. 185/2008 convertito in legge n. 2/2009, secondo il quale gruppi di "cittadini organizzati" possono formulare all'ente locale territoriale competente proposte operative per la realizzazione di opere di interesse locale di pronta realizzabilità senza oneri per l'ente locale territoriale competente".
"I microprogetti" - continua l'assessore - rappresentano un modello per avviare una rigenerazione civica degli spazi urbani in quanto consentono ai cittadini di attivarsi direttamente per risolvere problemi della comunità locale o del quartiere in cui vivono. Ci sono diversi esempi in Italia, molti in Emilia Romagna, di "regolamenti" e il più noto è quello del comune di Bologna".
Pensando ai i "beni comuni" della città, subito vengono in mente nell'immaginario dei cittadini la fontana del vogatore, i vicoli e le calate del centro antico nonchè le aree verdi, marciapiedi e spazi pubblici come piazzetta Bonifacio.
"Si, - continua D'Auria - l'obiettivo è proprio di portare in giunta al più presto una delibera e poi, prima di approvarla in consiglio, presentare e aprire alle proposte dei cittadini la delibera. Pensiamo a quelle categorie di beni già individuate nel regolamento-tipo, e cioè: aree verdi, piazze, strade, marciapiedi e altri spazi pubblici o aperti al pubblico, di proprietà pubblica o assoggettati ad uso pubblico. Nel centro antico come in periferia, ossia dove sono presenti le situazioni di maggiore degrado economico e sociale. Ma non civile".
"Dobbiamo quindi ripartire da un rinnovato civismo - aggiunge infine l'assessore - e da una effettiva e reale partecipazione dal basso alla gestione dei beni comuni, il regolamento servirà proprio a disciplinare queste iniziative. Contiamo di portare questa delibera in giunta subito dopo il bilancio così da poter poi fare a settembre una sessione di confronto coi cittadini e i comitati civici".