San Leonardo, la lotta intestina continua. Nemmeno l'introduzione degli innovativi braccialetti elettronici in sostituzione delle cartelle mediche per i pazienti ha placato l'ondata di malcontento all'interno ostentato dai sindacati.
Eppure le novità aveva riscosso ovunque pareri favorevoli tra gli ambienti dell'Asl, giustificando appieno l'investimento da 130mila euro per bracciali 'antistrappo' e appositi scanner per la lettura del QR Code. Nulla che possa risollevare, secondo i rappresentanti del personale, le condizioni in cui versa attualmente il nosocomio stabiese. Dopo il colloquio della scorsa settimana con i primo cittadino Cimmino, i sindacalisti Raffaele Amodio, Antonio Cascone, Ciro Esposito e Michele Costagliola - portavoci di Fsi Usae e Nursing Up - sono tornati alla carica per sentire la propria voce: "Quest'ospedale è come il Titanic - si legge in un comunicato stampa diffuso ieri -, e stiamo andando dritti verso l'iceberg".
Sotto accusa, in primis, ci sono le condizioni del reparto di ortopedia: "È un reparto produttivo e di tutta eccellenza, ma si concede il trasferimento ad un ortopedico verso un'altra Asl mentre alcuni medici vanno in pensione e lo stesso direttore del reparto a breve sarà in quiescenza. Ad intricare la matassa vi è il guasto all'intersificatore di brillanza, strumento operatorio indispensabile". Ma se Sparta piange Atene non ridi, e di conseguenza nemmeno gli altri reparti se la passano meglio. "Nel pronto soccorso persistono caos e disorganizzazione, l'osservazione breve intensiva inaugurata da meno di un anno è ancora chiusa neurologo, urologia e oculistica sono reparti ridotti ai minimi termini in quanto a personale e posti letto, l'emodinamica è ancora un sogno. Il tutto mentre siamo costretti ad assistere ad accorpamenti di reparti 'plurispecialistici', con anche il blocco operatorio inadeguato e ancora da ristrutturare".
Una specie di bollettino di guerra, ma la richiesta (sotto forma di domande) di Fsi Usae e Nursing Up è sempre la stessa: "Dove ci porterà un'azienda che non mette in campo alcuna politica sanitaria accettabile, che non assume personale, non ne stila i fabbisogni ed è carente anche nella programmazione?". L'attacco, nemmeno troppo velato, è sempre diretto al responsabile dell'area sanitaria Savio Marziani, vista la spaccatura ormai insanabile venutasi a creare con i sindacati. Interrogato sulla vicenda per fornire una replica, il direttore si è detto impossibilitato a commentare a causa dei viaggi di lavoro che nelle ultime ore l'hanno portato a partecipare a convegni specialistici prima a Varsavia, poi a Firenze. Non è comunque escluso che nelle prossime ore Marziani possa tornare a far sentire la propria voce sulla questione.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.