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Castellammare - Assunzioni inutili e bilanci falsati, il valzer degli sprechi ha causato il crac delle Terme di Stabia

Dagli atti relativi alla conclusione delle indagini preliminari da parte della Procura di Torre Annunziata, emergerebbero le responsabilità degli 11 indagati per bancarotta fraudolenta.

tempo di lettura: 3 min
di red
18/02/2022 13:42:54
Castellammare - Assunzioni inutili e bilanci falsati, il valzer degli sprechi ha causato il crac delle Terme di Stabia

Assunzioni senza soluzione di continuità, anche quando i clienti erano ormai ai minimi termini e una fetta del personale era in Cassa integrazione. Le Terme trattate come un “poltronificio”, in cui far entrare dipendenti a piacimento, probabilmente allo scopo di fidelizzare il proprio bacino elettorale. Risale al 2012 l’episodio più clamoroso, presente tra gli atti relativi alla conclusione delle indagini preliminari da parte della Procura della Repubblica di Torre Annunziata: l’allora amministratore unico Francesco Paolo Ventriglia, insieme al direttore generale Carlo Trevisan, nel 2012 fecero assumere ben 78 dipendenti stagionali nelle Terme di Stabia, nonostante il numero dei clienti era in evidente calo e alcuni dipendenti stessero usufruendo della cig. Stesso discorso nel 2011, quando  il presidente del consiglio di amministrazione Catello Dello Ioio e i componenti del cda Massimo Cajati e Umberto Caccioppoli, unitamente all’allora direttore generale Francescopaolo Ventriglia, fecero assumere circa 100 dipendenti tra aprile e novembre, “con conseguente aumento dei costi per salari e dipendenti, senza alcuna corrispondenza ad “un altrettanto aumento dei ricavi”, e in concorso con il direttore generale Carlo Trevisan “procedevano ad ingenti spese di trasporto di persone dai Comuni limitrofi verso lo stabilimento termale, nonostante la grave crisi finanziaria della società”.  Uno spreco di denaro che, secondo la Procura, avrebbe influito oltremodo sul crac della società Terme di Stabia spa, fallita ufficialmente nel marzo 2015. Sono 11 gli indagati per bancarotta fraudolenta, per i quali non scatterà presto la prescrizione, dato che la gravità del reato estende i termini fino a 15 anni a partire dalla data del fallimento delle Terme. Tra questi c’è anche l’ex sindaco Luigi Bobbio, nonché svariati manager del periodo compreso tra il 2009 e il 2013. L’accusa per tutti è quella di aver prodotto la bancarotta della partecipata comunale con un debito da 14 milioni di euro, falsando persino i bilanci e concorrendo a causare il dissesto della società partecipata. In particolare, a diversi ex amministratori di Terme viene contesto di aver “ingannato il pubblico, con conseguente ingiusto profitto” per aver esposto “fraudolentemente, in modo idoneo ad ingannare i destinatari sulla reale situazione economica, finanziaria e patrimoniale della società, fatti non corrispondenti al vero” ovvero omesso “informazioni necessarie sulla situazione predetta nella redazione del bilancio”. E tra le accuse mosse a due manager, figura anche la scelta, a dispetto della crisi finanziaria che gravava su Terme, di realizzare un palco all’interno dell’impianto termale con un costo di 60mila euro per la realizzazione di eventi e spettacoli, “nonostante il complesso Terme di Stabia avesse a disposizione ampi spazi da destinare alla realizzazione degli eventi” e “nonostante si trattasse di costi non conformi all’oggetto sociale e dal cui sostenimento la società non ricavava alcun utile”, dal momento che “non sono emersi ricavi connessi alla vendita dei biglietti per l’ingresso alle manifestazioni organizzate”. Un vero e proprio carrozzone politico, con riferimento al periodo compreso tra il 2008 e il 2013, che ha appesantito oltremodo l’evidente stato di crisi economico-finanziaria che già gravava su Terme. Un valzer degli sprechi su cui la magistratura si accinge a fare chiarezza, mentre sul Solaro quel complesso termale dal 2015 è alle prese con un degrado senza fine, tra atti di vandalismo e distruzione. Quel che resta dei bei tempi ormai svaniti.

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