Rabbia e delusione nelle parole dei lavoratori della cooperativa “L’albero della vita” di Napoli, rimasti senza lavoro e senza stipendio, con scadenze e rate da pagare, i quali rischiano di non vedere i loro stipendi fino a settembre.
La cooperativa era vincitrice dell’appalto di assistenza domiciliare a persone ammalate e bisognose di cure. Scaduto l’affidamento del servizio non si sono visti riconoscere gli ultimi 3 stipendi e la liquidazione a causa del mancato pagamento da parte del comune.
A raccontare la storia è proprio una delle persone inserite all’interno della cooperativa. «Tutto è iniziato il 30 aprile – ci racconta - quando il contratto degli operatori sanitari é scaduto. Dopo aver lavorato per ben 2 anni con una cooperativa di Napoli, che a dir il vero è stata molto seria e ha sempre appoggiato i nostri disagi, ci siamo ritrovati dal 30 aprile senza lavoro, poiché non è stata vinta la nuova gara d’appalto».
Difficoltà sono arrivate anche per chi usufruiva dei servizi della cooperativa. «Alcuni poveri anziani sono rimasti senza il servizio» dice la donna. Ma non solo. Oltre alla mancanza di lavoro, si ritrovano anche senza alcuni stipendi e senza la liquidazione. «Sapendo come vanno le cose burocratiche a livello comunale – dice la donna - abbiamo iniziato a pressare per i pagamenti che corrispondono a 3 mesi in aggiunta alla liquidazione. Dopo tanti incontri sempre appoggiati dalla nostra responsabile, ci hanno messo davanti al “problema” votazioni, poi al ballottaggio e poi a seguire la giunta, con la promessa che tutto si sarebbe sistemato dopo le elezioni. Noi operatori l’ultima volta ci siamo recati presso gli uffici comunali di competenza, dove ci avevano detto che tutto era pronto, bastava solo la firma del dirigente, con la promessa che lunedì 23 luglio il dirigente stesso avrebbe firmato gli atti e noi in poco tempo avremmo avuto i nostri soldi. Il giorno 24, martedì successivo alla data di scadenza, dei colleghi si sono diretti al comune per notizie ma era tutto fermo, abbiamo contattato la responsabile della cooperativa che si è precipitata al comune e gli hanno detto che mancava un documento per elargire i pagamenti. Il problema è che per fare tutto ciò ci sono dei tempi e intanto venerdì coloro che dovrebbero aiutarci nel ricevere i pagamenti vanno in ferie e non ci sarà nessuno che potrà prendersi l’incarico, facendo slittare tutto a settembre».
«Noi poveri operatori – prosegue lo sfogo della donna - dopo aver lavorato e sudato, impegnandoci ad accelerare i pagamenti, veniamo abbandonati quando anche noi volevamo andare in ferie con i nostri soldi».
Un ennesimo tentativo è stato fatto anche recentemente all’ufficio comunale per richiedere un incontro con il sindaco, spiegando l’urgenza del caso, ma è stato risposto di fare richiesta protocollata per essere ricevuti dal primo cittadino. Si sentono abbandonati i responsabili e gli operatori, schiacciati dalla morsa stringente della macchina burocratica che sembrerebbe stia rallentando i loro diritti, quelli di semplici lavoratori che reclamano la propria retribuzione, come ogni lavoratore italiano.
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