Se di disservizi continui si deve parlare, stando alle lamentele dei cittadini stabiesi, “Castellammare di Stabia, città ricca di naturale potenziale turistico e commerciale, da dieci anni a questa parte ha avuto il crollo finale più evidente, divenendo la patria dei disservizi”.
Nonostante tutto, sono ancora molte le persone che benedicono quel po’ di prestazioni assistenziali che di tanto in tanto vengono localmente promosse. Il guaio, però, è che questi progetti, di vasta eco civile ed enorme utilità sociale, troppo spesso imprescindibili per le famiglie con anziani anche disabili in casa, pare siano puntualmente destinati ad avere vita breve nella “città dei disservizi”....a meno che non si arrivi a pretendere che gli assistenti socio sanitari, come ad esempio quelli del SAD, lavorino gratuitamente. Già. Perché è da quasi 4 mesi che il comune di Castellammare di Stabia fornisce il servizio di assistenza domiciliare per gli anziani over 65, avvalendosi di una cooperativa che gestisce tale prestazione sul territorio. Tutto questo, però, starebbe avvenendo senza che il comune eroghi i fondi europei destinati per questo servizio, fondi, a quanto risulta, già incassati.
In concreto, ben 27 operatori, tra socio sanitari e o.s.a., non hanno mai ricevuto lo stipendio od altro genere di indennizzo, arrivando perfino a farsi carico delle spese di carburante. Sono pertanto 4 mesi che questi lavoratori “continuano ad assistere a domicilio per coscienza”, a quanto riferiscono molte famiglie degli assistiti, “ e con dedizione e professionalità…”, ma senza portare nulla a casa.