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Castellammare - Ascom, il presidente De Meo respinge le critiche: ''Non siamo insensibili alle tradizioni''

"L'apertura al sabato, in un giorno "rosso", è frutto di un accordo tra tutti i commercianti membri dell'associazione. Urge una nuova regolamentazione a carattere nazionale".

tempo di lettura: 2 min
di Vincenzo di Somma
26/04/2015 11:37:38
Castellammare - Ascom, il presidente De Meo respinge le critiche: ''Non siamo insensibili alle tradizioni''

Il presidente dell'Ascom stabiese, Jhonny De Meo, ha voluto rispondere alle critiche rivolte ai commercianti, in seguito alla decisione di aprire le attività commerciali il 25 aprile, giorno della festa della Liberazione: "Come Ascom cerchiamo da sempre di regolamentare le aperture e le chiusure dei negozi nei giorni festivi, per evitare il caos generato dall'avere alcuni esercizi chiusi ed altri aperti. Tempo fa concordammo, tra tutti i membri dell'associazione, la disponibilità a cessare l'attività nei giorni "rossi" con la sola eccezione del sabato. Questo non vuol dire che, in quanto associazione, siamo insensibili alle tradizioni: ad esempio, nel giorno di San Catello, provvediamo a consigliare la chiusura dei negozi nel rispetto della festa per il patrono della città. Non possiamo imporre tale chiusura, né alcun tipo di orario d'esercizio, a seguito della liberalizzazione statale, la cosiddetta "liberalizzazione Bersani". Tale legge penalizza tutti i piccoli commercianti e i piccoli centri urbani, andando a favore di quelli che sono i grossi gruppi commerciali o i centri commerciali". L'auspicio è, senza dubbio, quello che le istituzioni a livello nazionale possano evitare tali qui pro quo, intervenendo concretamente e proponendo una nuova regolamentazione: "Nella mia duplice posizione di presidente dell'Ascom e proprietario di un esercizio commerciale mi trovo anche in difficoltà: sono sempre stato per la chiusura delle attività commerciali, poiché ritengo che ognuno di noi abbia anche una famiglia e debba dedicare del tempo anche ai propri cari. Già si lavora per troppe ore al giorno, farlo anche nei giorni festivi rappresenta un ulteriore sacrificio che sia quelli che hanno degli esercizi a carattere familiare, sia i dipendenti degli stessi devono sostenere. Al tempo stesso dobbiamo renderci conto che i tempi sono cambiati e, dunque, agire di conseguenza. Dalle amministrazioni ci è sempre pervenuta la richiesta di restare aperti in queste circostanze e di sera, al fine di rendere più "viva" una città che nella fascia serale accoglie persone provenienti anche dalle zone limitrofe. Bisogna comunque trovare il giusto equilibro tra i due punti di vista. Si è parlato, a livello nazionale, di una nuova regolamentazione che prevede la chiusura dei dodici giorni rossi sul calendario all'anno e alla quale l'Ascom è sicuramente favorevole; questa situazione, quasi "anarchica" non rappresenta la soluzione ideale, ma senza una nuova regolamentazione non possiamo agire diversamente".

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