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Castellammare - Arenile stabiese, nel 2009 la messa in sicurezza di emergenza. Ma da allora il progetto è fermo

Sul litorale stabiese vennero effettuati 215 carotaggi sui 521 previsti per l'intero tratto di costa tra Portici e Castellammare. L'amministrazione comunale sollecitò gli interventi nel corso di un quadriennio e ottenne anche un contributo straordinario regionale di 55mila euro per la pulizia, indipendente dal piano di caratterizzazione.

tempo di lettura: 4 min
di Mauro De Riso
25/04/2017 10:06:58
Castellammare - Arenile stabiese, nel 2009 la messa in sicurezza di emergenza. Ma da allora il progetto è fermo

Ben 215 carotaggi effettuati sul litorale stabiese su 521 previsti per il tratto di costa compreso tra Portici e Castellammare di Stabia. Le indagini effettuate nel 2008 sull'arenile della Città delle Acque nell'ambito del piano di caratterizzazione Sin (Siti di interesse nazionale) "Area del Litorale Vesuviano" si innestano sul solco di un percorso intrapreso dall'amministrazione comunale tra il 2005 e il 2009 in cooperazione con l'Arpac, il Ministero dell'Ambiente e il Commissario alle Bonifiche e Tutela delle Acque nella Regione Campania.

Una lunga ed elaborata analisi, da cui è emerso che soltanto 17 campioni presentavano dati entro i limiti previsti dalle normative vigenti, mentre tutti gli altri risultavano alterati dalla presenza in eccesso di stagno (eccedente in 196 campioni), berillio, benzoapirene, benzopirelene (gli ultimi due sono cancerogeni essendo pireni del benzene) in presenza maggiore rispetto a tutti gli altri elementi. In maniera ridotta, erano presenti anche arsenico, cadmio, rame e selenio.

L'attrezzatura per l'esecuzione dei carotaggi lungo gli arenili era costituita da una sonda cingolata per le analisi alla profondità di 2 metri e 3 metri. Il carotiere eseguito per i campionamenti durante la ricerca di risorse minerarie nel sottosuolo era costituito da scarpe in acciaio inox AISI, fornite di liner per il campionamento indisturbato, in modo da prelevare il campione integro sotto l'aspetto fisico oltre che chimico. Uno studio meticoloso, dunque, che ha rivelato un tasso di inquinamento decisamente preoccupante e la presenza di una percentuale notevole di metalli pesanti, anche se la Conferenza di Servizi decisoria del 26 febbraio 2009 mise in evidenza, tra le altre cose, che stagno e berillio andavano considerati, in virtù un'ampia documentazione raccolta dal Commissario, come costituenti del fondo naturale caratteristico del suolo di quella zona geologica.

Sulla scorta dei dati emersi dalle analisi del 2008, l'amministrazione Vozza ha sollecitato gli Enti preposti (Regione Campania, Commissario alle Bonifiche, Ministero dell'Ambiente), affinché praticassero in tempi brevi le attività di asportazione e smaltimento delle parti ostili lungo l'arenile ed eliminassero i fattori di rischio presenti sul litorale stabiese. Ma l'operato dell'amministrazione non si limitò soltanto alle riunioni e ai solleciti per le indagini e la messa in sicurezza del litorale.

L'ex sindaco Salvatore Vozza richiese un contributo straordinario al Commissario alle Bonifiche per un intervento di pulizia dell'arenile atto ad eliminare i rifiuti e le erbacce nel tratto compreso tra Marina di Stabia e la Banchina di zi' Catiello, un'operazione del tutto indipendente dal piano di caratterizzazione, finanziata completamente dalla Regione Campania senza intaccare il bilancio comunale.

Lo studio dell'Arpac, in ogni caso, coinvolse anche i fondali marini con un'analisi sulle percentuali di piombo e altri metalli riscontrate in alcuni pesci (triglie, cefali, salpe) e la messa in sicurezza di emergenza (MISE) coinvolse ben cinque macroaree tra Portici e Castellammare di Stabia, intrecciandosi sul territorio stabiese anche con le questioni inerenti la rete fognaria e il depuratore.

Il 2 marzo 2009 la Conferenza dei Servizi deliberò di chiedere al Commissario di Governo di adottare immediati interventi di messa in sicurezza, nonché di elaborare il progetto di bonifica delle aree in esame, a fronte della contaminazione da metalli dei fondali marini e, in proporzione minore, degli arenili.

L'8 giugno 2009 fu sottoscritto l'Accordo di Programma da parte del Ministero dell'Ambiente, della Regione Campania e del Commissario alle Bonifiche per la "realizzazione degli interventi di messa in sicurezza di emergenza degli arenili dei Comuni di Portici, Ercolano, Torre del Greco, Torre Annunziata e Castellammare di Stabia ricadenti nel sito di bonifica di interesse nazionale". Le aree del litorale vennero pertanto recintate e bonificate con un intervento a cura dell'Arpac per asportare le parti più pericolose, quelle cioè con la maggiore concentrazione di idrocarburi, e dopo i lavori furono effettuate le analisi sulle sabbie da parte dell'Istituto Superiore di Sanità, che escluse la presenza di fattori di rischio. Il Commissariato di Governo per le Bonifiche stabilì così il rientro dell'arenile nella piena disponibilità del Comune.

Si trattò, tuttavia, di un'opera che avrebbe necessitato di ulteriori interventi futuri di bonifica dell'arenile, per il quale la messa in sicurezza d'emergenza costituiva soltanto la prima fase di un percorso interrotto bruscamente dopo il 2010. Un accordo di programma per la realizzazione degli interventi di verifica, messa in sicurezza, caratterizzazione e bonifica delle aree ricadenti nell'ex Sin “Area del litorale Vesuviano” fu stipulato nel mese di novembre 2014 con una copertura finanziaria di oltre 5 milioni e 700mila euro da destinare all'intera fascia costiera compresa tra Portici e Castellammare di Stabia. Le aree da indagare sul territorio stabiese riguardavano la Maricorderia, il depuratore Foce Sarno, l'Asl Na 5, l'ex deposito Sali e Tabacchi e l'ex Macello Comunale, un progetto che tuttavia non ha ancora trovato riscontro nel concreto.

Le ultime analisi sull'arenile stabiese, pertanto, risalgono al piano di caratterizzazione del 2008 e il percorso intrapreso nel corso di un quadriennio si è inesorabilmente arenato, lasciando ancora irrisolti i dubbi circa l'effettiva fruibilità attuale della spiaggia stabiese e l'assenza di fattori di rischio che potrebbero essere subentrati negli ultimi sette anni, nel corso dei quali una coltre di indifferenza è calata sul percorso avviato per garantire la salubrità dell'arenile.

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