Un incontro interlocutorio, a cui ne dovranno seguire altri per analizzare il piano di caratterizzazione e comprendere il da farsi sul futuro dell’arenile stabiese. Occorrerà attendere ancora per ricevere una risposta in merito all’esigenza o meno di effettuare la bonifica dell’arenile antistante la villa comunale. Si sono seduti ieri mattina intorno ad un tavolo il Comune di Castellammare di Stabia, la Città Metropolitana di Napoli, l’Asl Napoli3 Sud, l’Ente Idrico Campano, l’Arpac e la Regione Campania. Tutto lasciava presagire che la situazione potesse subito sbloccarsi, ma all’esito dell’incontro è emerso che si è trattato soltanto del primo di una serie di incontri per definire come procedere. L’occasione, in ogni modo, è stata propizia per affrontare il tema dell’arenile stabiese, a seguito del dossier redatto dalla Isogea, incaricata dal Comune di mettere in atto il piano di caratterizzazione. Ed è proprio la nota del dirigente regionale a richiamare un passaggio del piano, in cui si fa riferimento alle precedenti indagini del sottosuolo e alla successiva bonifica dell’arenile nel periodo compreso tra il 2005 e il 2008. Da allora, si è dovuto attendere il 2020 per ulteriori indagini geognostiche, che avevano evidenziato valori non conformi in cinque punti per berillio, tallio e idrocarburi C>12.
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