Il piano di caratterizzazione dell’arenile potrebbe presto diventare realtà. Ad affermarlo è Luigi Cirillo, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, che ha riferito di essere confrontato con il commissario prefettizio il quale, riferisce Cirillo, “ha espresso la massima attenzione e il pieno impegno ad avviare, nel più breve tempo possibile, il piano di caratterizzazione e tutti gli atti propedeutici necessari”. Risale al 2020, d’altra parte, una prima analisi effettuata sull’arenile per comprenderne lo stato di salute, attraverso otto carotaggi che avevano evidenziato la presenza di tallio e idrocarburi oltre i limiti consentiti. “Ma non c’è pericolo imminente per la salute” avevano lasciato intendere i tecnici all’epoca. In ogni modo, l’amministrazione aveva stipulato una convenzione con uno spin off dell’università Parthenope per ulteriori analisi e per un piano di caratterizzazione di cui nel corso dei mesi si sono perse le tracce. Un lungo tentennamento dell’amministrazione, protrattosi nel tempo, che ha di fatto interrotto un progetto avviato circa due anni fa. Ed ora la Regione prova a recuperare il terreno perduto, avviando un dialogo con i commissari straordinari, a seguito di un sopralluogo con l’assessore regionale Fulvio Bonavitacola e un confronto con i dirigenti di Arpac. “Al commissario prefettizio ho garantito il mio personale supporto e quello dell’assessorato regionale all’Ambiente, con cui sono in costante contatto, affinché partano in tempi rapidi tutte le operazioni necessarie per restituire dignità al litorale della nostra città” conclude Cirillo. E in fondo dal futuro dell’arenile dipende un’ampia fetta dello sviluppo del lungomare, anche a fronte dei dati sempre più confortanti che emergono dalle analisi delle acque lungo il tratto di costa, che potrebbero essere il preludio alla balneabilità del litorale stabiese.