«L'arenile sarà ripulito 6 giorni a settimana a partire dal 1° giugno». Con queste parole l'assessore all'Ambiente Francesco Balestrieri aveva preannunciato due mesi fa la pulizia ordinaria della spiaggia, puntualmente oltraggiata da incivili che deturpano il decoro dell'ampia distesa di sabbia riconsegnata al pubblico in seguito alla riapertura del primo tratto della villa comunale.
Ma per ora non si vede nemmeno l'ombra di un piano di pulizia che, tra l'altro, rientra nell'ambito della manutenzione periodica prevista dal capitolato di gara per l'Ati AM Tecnology-Igiene Urbana, che si è aggiudicata l'appalto quinquennale per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Castellammare di Stabia. L'arenile, dunque, continua a essere ripulito quotidianamente solo dai volontari che si prodigano per rimediare all'incivilità di pochi mettendo in atto un lavoro encomiabile all'insegna del ripristino del decoro urbano.
Non sono altrettanto frequenti gli interventi della ditta incaricata del servizio di nettezza urbana, mentre dagli annunci a Palazzo Farnese si è passati al silenzio in merito alla pulizia di un arenile che è tuttora al centro di una diatriba riguardo alla sua effettiva fruibilità. Vien da chiedersi, infatti, come mai il sindaco Antonio Pannullo abbia autorizzato la giornata di sport promossa dal Coni sulla spiaggia e poi abbia invitato a più riprese i cittadini ad evitare pic nic e castelli di sabbia sull'arenile, rendendosi disponibile anche all'installazione di cartelli anti-stazionamento.
Nel 2010 l'Arpac escluse la presenza di fattori di rischio relativi all'arenile, in seguito alla messa in sicurezza d'emergenza del 2009, ma da allora nessuna analisi è stata effettuata per confermare l'assenza di elementi contaminanti eventualmente subentrati negli ultimi sette anni. Contraddizioni che si susseguono, dunque, e destano più di qualche perplessità. E in fondo tra il dire e il fare stavolta non c'è di mezzo il mare, bensì la spiaggia.
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